È servito un colpo sotto la traversa per riaccendere la luce. Quel sinistro potente con cui Ademola Lookman ha trafitto il Milan non è solo un gol: è una dichiarazione d’intenti, la promessa di una rinascita. L’Atalanta spera che sia la scintilla definitiva, la chiave di volta di una stagione che, per il suo numero undici, può finalmente cominciare davvero. Dopo un’estate burrascosa, vissuta da separato in casa tra silenzi e amarezze, Lookman è tornato. E con lui, lentamente, è tornata anche la sua Atalanta.
IL RIENTRO GRADUALE – Il percorso non è stato semplice. Il nigeriano ha ritrovato il gruppo a settembre, dopo settimane di incertezza. Juric lo ha riaccolto senza forzature ma con decisione: «Lui è un giocatore chiave, abbiamo scelto di farlo giocare subito per aiutarlo a ritrovare ritmo e fiducia».
Dalla prima convocazione a Torino (21 settembre), fino alla titolarità col Bruges nove giorni più tardi, la sua reintegrazione è stata progressiva ma costante. Da allora non ha più lasciato il campo dal primo minuto: una scelta precisa, voluta dal tecnico croato per restituirgli continuità e centralità.
UN PERCORSO DI CRESCITA – Nelle prime partite il talento si è intravisto a sprazzi, ma c’erano segnali incoraggianti. Lookman ha accettato anche ruoli non suoi, come il centravanti puro, pur di aiutare la squadra. A volte è mancato un centimetro per il gol, altre volte un po’ di brillantezza. Ma la dedizione non è mai venuta meno. E così, dopo 169 giorni di digiuno, il tabellino è tornato a scrivere il suo nome. L’ultima volta era stata una notte di maggio, contro la Roma, nella partita che aveva regalato all’Atalanta la Champions. Da allora, un’estate di strappi e silenzi, e ora il riscatto.
UN GOL CHE CAMBIA TUTTO – Quel sinistro all’incrocio non vale solo un pareggio, ma una liberazione - scrive L'Eco di Bergamo -. Lookman è tornato a essere decisivo, ma soprattutto coinvolto. La squadra lo cerca, Juric lo elogia pubblicamente e lo definisce «un esempio in allenamento, competitivo e sempre allegro». Segnare, per un attaccante, è ossigeno. Ma per Lookman è anche qualcosa di più: la conferma di aver superato la tempesta. Il sorriso ritrovato, dopo mesi in cui aveva persino rimosso la parola “Atalanta” dal suo profilo Instagram, dove ora è tornata insieme a “Football player for Nigeria”.
L’ORIZZONTE – Il calendario è fitto e la Dea avrà bisogno di lui: dodici partite entro fine anno, dieci delle quali con Lookman ancora protagonista, prima della partenza per la Coppa d’Africa con la Nigeria.
Juric lo considera insostituibile, ma gestirà le forze in vista del doppio impegno tra Serie A e Champions. Poi, a gennaio, arriverà la parentesi africana: fino a sette gare potenzialmente senza di lui, durante le quali toccherà a Sulemana raccoglierne l’eredità.
UN FUTURO ANCORA DA SCRIVERE – Il mercato invernale, inevitabilmente, tornerà a bussare. Le voci non mancheranno, ma a Zingonia nessuno vuole pensarci: l’obiettivo è che Lookman resti il simbolo della nuova Atalanta, quella che sta cercando di ritrovare la sua dimensione europea.
Il nigeriano ha imparato che a Bergamo non si scappa, si combatte. E se il gol al Milan è stato il primo passo, il resto può diventare un romanzo di riscatto.
IL SORRISO DI MOLA – Dalla rottura alla riconciliazione, dall’estate dei dubbi all’autunno del risveglio. Ademola Lookman non è solo un talento, ma un termometro emotivo della Dea: quando sorride lui, Bergamo si illumina.
E allora sì, come scrivono i tifosi sui Social, «il gol al Milan è la molla di Mola». Perché ogni rinascita parte da un gesto semplice: un colpo sotto la traversa e la voglia di ricominciare.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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