Il tonfo fragoroso dell'Atalanta in terra europea ha scoperchiato definitivamente il proverbiale vaso di Pandora, offrendo a Ivan Zazzaroni l'assist perfetto per una spietata radiografia del nostro movimento. Nel suo ultimo, tagliente editoriale, il noto giornalista ha utilizzato l'arma del sarcasmo per smascherare l'inevitabile mediocrità in cui è sprofondata la Serie A al cospetto delle superpotenze continentali.

L'IRONIA SUL MASSACRO EUROPEO - Il pezzo, significativamente intitolato «Poveri ma brutti», si apre con una provocazione amara sulle imbarcate subite dalle nostre rappresentanti. Il calcolo complessivo è a dir poco raccapricciante: tra le sei reti incassate dai nerazzurri contro il Bayern Monaco, le otto subite dalla Juventus per mano del Galatasaray, la cinquina rifilata dal Bodo all'Inter e i sei schiaffi presi dal Napoli contro il PSV, il pallottoliere piange ben venticinque gol al passivo. Di fronte a questa ecatombe calcistica, l'unica finta gioia – come sottolinea con amara ironia Il Corriere dello Sport – è la certezza matematica di portare una squadra ai quarti di Europa League, garantita esclusivamente dallo scontro fratricida di stasera tra Bologna e Roma.

LA RINUNCIA E L'INCUBO AZZURRO - Il panorama si fa ancora più desolante spostando lo sguardo sulle competizioni minori. Persino la Fiorentina, impegnata in Conference League, sembra disposta a snobbare il palcoscenico continentale pur di concentrare le proprie residue energie sulla lotta per non retrocedere. Un atteggiamento rinunciatario che si specchia perfettamente nel dramma della Nazionale. Quello che il direttore definisce senza mezzi termini l'«italian floppone» non dovrebbe più stupire nessuno, considerando che stiamo parlando di un Paese reduce da due esclusioni consecutive dai Mondiali e che, proprio a fine mese, rischia seriamente di concretizzare un inaccettabile e storico triplete della vergogna.

L'ILLUSIONE NERAZZURRA E LA DURA REALTÀ - Negli ultimi anni, l'unica vera oasi in questo deserto di risultati è stata rappresentata dall'Inter targata Simone Inzaghi. Il tecnico piacentino è riuscito nel miracolo di conquistare due finali di Champions League in tre stagioni, finendo però per essere travolto nell'ultimo atto con un sonoro cinque a zero dal Paris Saint-Germain. Un epilogo che certifica come le nostre formazioni, una volta giunte al cospetto dei colossi, finiscano inevitabilmente per sbriciolarsi. Un divario figlio della totale mancanza di disponibilità economica, che si ripercuote a cascata su ogni singola componente del sistema, lasciando il nostro calcio «steso come un manifesto».

LA VERITÀ SULLA SFIDA BAVARESE - La chiosa finale è dedicata alla disastrosa notte della New Balance Arena, smontando la narrazione di chi ha voluto etichettare la sconfitta come una punizione tattica. Secondo il direttore, il sei a uno inflitto all'Atalanta non rappresenta affatto una lezione calcistica, ma la pura e semplice espressione di un dislivello finanziario fuori da ogni logica. Basti pensare, conclude amaramente il giornalista, che Vincent Kompany poteva permettersi di tenere in panchina dieci elementi qualitativamente e tecnicamente superiori ai dieci titolari mandati in campo da Raffaele Palladino.

Quando il divario nei portafogli si traduce in un abisso tecnico di queste proporzioni, cercare colpevoli individuali diventa un esercizio sterile: il calcio italiano ha semplicemente smesso di sedersi al tavolo dei grandi.

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Sezione: Champions League / Data: Gio 12 marzo 2026 alle 16:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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