Tra le numerose contestazioni finanziarie mosse contro il Manchester City c’è anche una vicenda che riguarda Roberto Mancini. L’allenatore italiano, alla guida dei Citizens dal dicembre 2009 al maggio 2013, avrebbe infatti percepito due differenti compensi: uno come tecnico del club e un altro legato a un’attività di consulenza con l’Al Jazira, società di Abu Dhabi riconducibile alla stessa proprietà del City.

La vicenda riguarda gli anni in cui Mancini sedeva sulla panchina del Manchester City e, in particolare, il sistema attraverso cui sarebbero stati effettuati i pagamenti.

IL PRIMO STIPENDIO DAL MANCHESTER CITY - Secondo la ricostruzione contenuta negli atti, Mancini percepiva dal Manchester City uno stipendio base pari all’equivalente di circa 1,69 milioni di euro netti a stagione, calcolati al cambio attuale. Era il compenso previsto per il suo ruolo di allenatore del club, con cui nel 2012 riuscì a conquistare una storica Premier League, riportando il titolo nella parte azzurra di Manchester dopo 44 anni. Ma, secondo le accuse, a questo stipendio se ne sarebbe aggiunto un secondo.

LA CONSULENZA PER L’AL JAZIRA - Il secondo compenso sarebbe stato legato all’Al Jazira, club di Abu Dhabi appartenente alla galassia societaria dello sceicco Mansour, proprietario anche del Manchester City. Mancini avrebbe avuto con la società un accordo di consulenza che, secondo quanto riportato negli atti, prevedeva un impegno estremamente limitato: appena quattro giorni di lavoro all’anno. Per questa attività, l’allenatore avrebbe ricevuto l’equivalente di circa 2,03 milioni di euro a stagione al cambio attuale.

IL MECCANISMO DEI PAGAMENTI - La ricostruzione delle accuse descrive anche il percorso seguito dal denaro. Una società italiana riconducibile a Mancini, la “Italy International Services”, avrebbe emesso con cadenza trimestrale fatture relative all’attività di consulenza nei confronti del Manchester City. I fondi sarebbero poi passati attraverso l’Abu Dhabi United Group prima di arrivare all’Al Jazira, che avrebbe infine corrisposto il compenso all’allenatore. Secondo l’ipotesi alla base delle contestazioni, questo meccanismo sarebbe stato utilizzato per aggirare le regole del Fair Play Finanziario della UEFA e della Premier League.

CITY E MANCINI HANNO RESPINTO LE ACCUSE - Il Manchester City ha sempre respinto le contestazioni mosse nei suoi confronti. Anche Mancini, nel marzo 2023, poco dopo l’annuncio formale delle accuse da parte della Premier League, aveva negato ogni coinvolgimento nella presunta irregolarità.

La vicenda si inserisce quindi nel più ampio procedimento relativo alle contestazioni finanziarie rivolte al club inglese, mentre il Manchester City continua a contestare le accuse mosse nei suoi confronti.

Sezione: Calcio Estero / Data: Sab 26 settembre 2026 alle 09:45
Autore: Daniele Luongo
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