La prima lunga pausa della stagione Francesco Modesto ha scelto di trascorrerla lontano dai campi, ma senza rinunciare alla sua passione per la montagna. L’allenatore, che da anni ha lasciato la Calabria per trasferirsi a Bergamo, ha approfittato della sosta per dedicarsi a una delle sue attività preferite: andare per boschi alla ricerca di funghi.

Il bottino, però, non è stato particolarmente ricco. “Ho trovato pochi funghi, purtroppo. Mi rende più felice la squadra. Passeggiare nella natura mi rigenera, anche se non mi piace staccare troppo: ho bisogno del campo”.

A MANTOVA IL PROGETTO CHE CERCAVA - A Mantova, Modesto sembra aver trovato l’ambiente ideale per sviluppare le proprie idee. Un percorso che ha convinto la società al punto da prolungare il suo contratto fino al 2029.

“Il presidente è stato coinvolgente, ha avuto le idee chiare e mi ha messo a disposizione quello che cercavo. Non soltanto i giocatori: siamo riusciti a migliorare anche la struttura del club, lavorando su tanti dettagli”. Un progetto che va quindi oltre la semplice costruzione della squadra. Modesto è coinvolto in diversi aspetti della crescita del Mantova e interpreta il ruolo dell’allenatore in maniera ampia.

“DUE ANNI CON GASPERINI SONO STATI UN’UNIVERSITÀ” - Nel suo percorso professionale c’è anche l’esperienza al fianco di Gian Piero Gasperini, un allenatore che ha inevitabilmente lasciato un’impronta sul suo modo di intendere il calcio. “Stare due anni con lui è stato come andare all’università”. Un periodo di formazione importante, che gli ha permesso di apprendere direttamente da uno degli allenatori più influenti del calcio italiano degli ultimi anni.

“KOBE SI ISPIRAVA A JORDAN” - Il paragone con Gasperini porta inevitabilmente al tema dei cosiddetti “figli di Gasp”. Modesto non rifiuta l’etichetta, ma la affronta con ironia. “Anche Kobe Bryant si ispirava a Michael Jordan. La differenza è che Kobe era un fenomeno, io no…”. Una battuta che racconta il suo rapporto con il maestro, ma anche la consapevolezza di voler costruire un percorso personale senza rinnegare gli insegnamenti ricevuti.

JURIC, POI PALLADINO - Tra gli allenatori che hanno maggiormente assimilato alcuni principi di Gasperini, Modesto individua due nomi. “Juric. Poi Palladino”. Una gerarchia che, secondo il tecnico del Mantova, riflette la maggiore vicinanza dello stile di Ivan Juric a quello dell’allenatore bergamasco.

“TIFO PER GASPERINI” - Infine, una battuta sul possibile obiettivo scudetto di Gasperini alla Roma. “Gasp ha la testa per vincerlo. Tifo per lui”. Parole che confermano il legame rimasto con il suo ex maestro e raccontano anche l’augurio di Modesto per una stagione importante sulla panchina giallorossa.

Sezione: L'angolo degli ex / Data: Sab 26 settembre 2026 alle 10:00
Autore: Daniele Luongo
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