Quando un'operazione di mercato si chiude con il segno più su tutti i fronti — economico, anagrafico, tecnico — difficile resistere alla tentazione di definirla perfetta. L'Inter ci sta ragionando sopra da settimane, e il ragionamento porta sempre allo stesso nome: Marco Palestra. Il terzino destro dell'Atalanta è il perno attorno a cui ruota l'intera strategia nerazzurra per il prossimo ciclo, e adesso i conti tornano meglio di prima.
L'EQUAZIONE CHE FUNZIONA - Il punto di partenza è la clausola rescissoria di Denzel Dumfries, attivata dal Real Madrid per 20 milioni di euro. Una cifra che l'Inter incasserà e che riduce sensibilmente l'esborso netto per Palestra: la Dea non è mai scesa sotto la richiesta di 50 milioni, ma sottratta la quota Dumfries, all'Inter resterebbero 30 milioni da coprire in cash. Nel calderone potrebbe finire anche Matteo Cocchi, terzino sinistro dell'Under 23 già testato in Serie A da Cristian Chivu, la cui valutazione abbatterebbe ulteriormente la quota in denaro. A chiudere il cerchio interviene il monte ingaggi: il saluto dell'olandese, che percepisce 8 milioni lordi, aprirebbe spazio per il contratto quinquennale da circa 2 milioni netti proposto a Palestra — un abbassamento del costo complessivo che non dispiacerà affatto a Oaktree – come ricostruisce La Gazzetta dello Sport. Un investimento che si giustifica da solo.
PROFILO DA COSTRUIRE IL FUTURO - La variabile anagrafica non è secondaria. Dumfries lascia i campioni d'Italia a 30 anni, con la sua parabola nerazzurra ormai compiuta. Palestra ne ha 21 — coetaneo di Pio Esposito, con cui condivide la maglia azzurra — e rappresenta l'opposto in termini di prospettiva: ogni milione investito su di lui porta con sé un valore residuo potenzialmente molto superiore a quanto speso, in caso di futura cessione. Non è denaro bruciato, è un capitale differito.
UN TALENTO GIÀ FORMATO - Chi ha ancora dubbi sull'idoneità del ragazzo ai palcoscenici più importanti ha probabilmente guardato poco il Cagliari nella scorsa stagione. Palestra ha già fatto capire di sentirsi pronto per un salto di livello, e i numeri lo sostengono: miglior difensore del campionato, premio come giocatore più veloce della Serie A con 27,96 km/h medi negli sprint. Gattuso lo ha già schierato titolare in Bosnia, in uno dei momenti più delicati per l'Italia — rimasta in dieci per l'espulsione di Alessandro Bastoni — e il ragazzo non ha battuto ciglio. Personalità e qualità, in quella partita, non si sono confuse con l'inesperienza.
L'INTER HA MOSSO LA PRIMA PEDINA - Il vantaggio principale che Beppe Marotta e Piero Ausilio conservano rispetto alla concorrenza è l'anticipo con cui si sono mossi. Chivu ha già parlato personalmente con Palestra a margine di Inter-Cagliari; la coppia dirigenziale ha già presentato un paio di proposte ufficiali all'Atalanta, senza mai sforare il tetto imposto da Bergamo. E il giocatore ha le idee chiare: vuole restare in Italia, lo ha comunicato senza ambiguità al suo entourage, e durante i raduni della Nazionale ha già avuto modo di confrontarsi con Nicolò Barella, Federico Dimarco e Bastoni. I club di Premier League ci sono, il loro interesse è reale, ma la priorità di Palestra porta a Viale della Liberazione. Non è un dettaglio, è la chiave dell'intera operazione. Curiosamente, il percorso che potrebbe fare Palestra ricorda quello compiuto da Barella nel 2019, quando arrivò all'Inter dopo una stagione al Cagliari. La storia si ripete, stavolta con un terzino.
DUMFRIES SALUTA DA CAMPIONE - Nel frattempo Dumfries ha già congedato compagni e dirigenti. Il Real Madrid eserciterà la clausola da 20 milioni tra il 1° e il 15 luglio, le visite mediche sono già state sbrigate in Olanda a margine del ritiro con la Nazionale. L'agente che ha gestito tutta la trama è il potente manager iraniano Ali Barat, che aveva preparato l'Inter all'addio con ampio anticipo: nessuno strappo, nessun tradimento, solo trasparenza e rispetto reciproco. Dumfries approderà al Bernabeu a fine Mondiale, dopo aver onorato fino in fondo l'impegno con l'Olanda. Lascia Milano per rispondere alla chiamata di uno dei club più prestigiosi del pianeta: il massimo che chiunque possa sognare.
L'Atalanta non abbassa il muro dei 50 milioni e non ha fretta: la Dea sa che il tempo lavora a suo favore, con la Premier League in agguato e l'Inter costretta ad accelerare per non perdere il treno. L'estate è lunga, ma le mosse decisive si giocano sempre nei primi giorni. Marotta lo sa bene, e non ha intenzione di farsi trovare impreparato.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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