Non basta il cuore e non basta un San Siro delle grandi occasioni. L'Inter di Cristian Chivu deve inchinarsi alla legge del più forte, cedendo il passo a un Arsenal cinico e qualitativamente superiore. Il 3-1 finale punisce forse oltremodo i nerazzurri, capaci di restare in partita fino all'ultimo respiro, ma certifica il gap con le corazzate della Premier League. Una serata che lascia l'amaro in bocca per le occasioni sprecate e per la sensazione che, contro avversari di questo calibro, ogni minima disattenzione si paghi a carissimo prezzo.

AVVIO SHOCK E REAZIONE - L'approccio alla gara è un incubo per i padroni di casa. L'Arsenal parte con il piede premuto sull'acceleratore, soffocando la manovra interista con un pressing feroce. Dopo appena dieci minuti di sofferenza, i Gunners passano: conclusione sporca di Timber deviata da Dimarco e zampata vincente di Gabriel Jesus sottomisura. Lo schiaffo, però, sveglia l'Inter. La reazione è rabbiosa e porta al pareggio al 18': dopo un batti e ribatti in area, Sucic pesca il jolly dai venti metri con un destro terrificante che bacia la traversa e si insacca. La partita si accende, i ritmi diventano europei ed Eze sfiora subito il nuovo vantaggio ospite, mentre i nerazzurri sprecano un contropiede clamoroso con Thuram e Sucic.

IL CINISMO DI JESUS - Nel momento migliore dell'Inter, l'Arsenal colpisce ancora. Al 31', sugli sviluppi di un corner, Trossard colpisce la traversa e il più lesto di tutti è ancora Gabriel Jesus, che di testa ribadisce in rete per la doppietta personale. I ragazzi di Chivu non si disuniscono e provano a rispondere colpo su colpo: Luis Henrique e ancora uno scatenato Sucic mettono i brividi a Raya, ma il portiere spagnolo abbassa la saracinesca permettendo ai suoi di andare al riposo sull'1-2.

GYOKERES CHIUDE I GIOCHI - La ripresa è un monologo di nervi e tentativi nerazzurri. Bastoni salva miracolosamente su Saka tenendo viva la partita, mentre Chivu si gioca la carta giovane inserendo Pio Esposito per Lautaro. Il classe 2005 entra con la faccia giusta, sfiorando il pari con una girata e provando a suonare la carica. Ma nel calcio, la classe dei singoli fa la differenza. All'84', Mikel Arteta pesca dalla panchina Viktor Gyokeres: lo svedese non perdona e, con un destro delizioso all'incrocio dei pali dopo un'azione personale, fissa il punteggio sull'1-3 finale. Una punizione severa, ma che ricorda all'Italia quanto sia alto l'asticella in Champions League.

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© foto di www.imagephotoagency.it
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Sezione: Champions League / Data: Mar 20 gennaio 2026 alle 23:04
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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