La tensione agonistica taglia l'aria della New Balance Arena a pochi minuti dal fischio d'inizio di una delle sfide più importanti della storia recente orobica. Raffaele Palladino, condottiero di un'Atalanta chiamata all'impresa contro il colosso Bayern Monaco nell'andata degli ottavi di Champions League, non si nasconde e sceglie la via dell'audacia. Ai microfoni di Sky Sport, il tecnico campano illustra la coraggiosa metamorfosi tattica varata per l'occasione: un passaggio alla difesa a quattro e un assetto spiccatamente offensivo, ideato per togliere ossigeno alla formidabile macchina bavarese. Un inno al coraggio, sfidando anche i dogmi tattici dei grandi opinionisti, per vivere fino in fondo il sogno europeo e tentare di sovvertire ogni pronostico. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:
Mister, alla vigilia ha evocato un'altra "Mission Impossible", proprio come accaduto prima della magica notte contro il Borussia Dortmund. L'aria che si respira questa sera lascia presagire la voglia di tentare un'altra impresa dal sapore cinematografico?
«Mettendo da parte le battute cinematografiche, la verità è che ci stiamo godendo profondamente ogni singolo istante di questa marcia di avvicinamento. Sono giorni bellissimi, permeati da una gioia sincera e da un entusiasmo contagioso. Non vediamo letteralmente l'ora di calcare il prato, perché per l'intero gruppo vivere serate di questa caratura, contro una delle formazioni più dominanti al mondo, rappresenta il coronamento di un sogno sportivo. Vogliamo confrontarci a viso aperto e misurare il nostro reale valore. Sarà esclusivamente il campo, al triplice fischio, a emettere il verdetto definitivo. Siamo perfettamente consapevoli della forza titanica del nostro avversario, ma sappiamo anche che davanti alla nostra gente, se riusciamo a esprimere la vera identità della nostra squadra, abbiamo le nostre chance. Il nostro obiettivo è alimentare e far crescere esponenzialmente queste probabilità minuto dopo minuto durante la gara».
Leggendo l'undici titolare emerge una scelta spiccatamente offensiva e sfrontata. Conferma il passaggio a una linea difensiva a quattro strutturata su un 4-2-3-1, replicando in partenza l'assetto visto in corso d'opera nell'ultima sfida di campionato?
«Avete decifrato perfettamente le nostre intenzioni tattiche. Esatto, ci schiereremo con una difesa a quattro, impostando la gara su un 4-2-3-1. Abbiamo deciso di riproporre fin dal primo minuto l'assetto che ci ha garantito notevoli benefici durante la ripresa della gara contro l'Udinese. Ritengo fondamentale dare maggior peso specifico e densità al nostro reparto offensivo in serate come questa. Contro una squadra di livello assoluto come il Bayern Monaco, vogliamo giocarcela ad armi pari, senza speculare. È vero che lamentiamo delle assenze pesanti nel reparto avanzato, ma la mentalità di questo gruppo non deve mai prescindere dal coraggio. È l'audacia che ci ha contraddistinto finora in campo internazionale e sarà la nostra bussola inossidabile anche questa sera».
L'assetto varato suggerisce la volontà di difendersi con intelligenza e, contestualmente, di sfruttare le eventuali amnesie della retroguardia bavarese. È stata questa doppia esigenza a dettare il nuovo schieramento, pur conoscendo gli enormi rischi del gioco uomo contro uomo in Europa contro avversari così veloci?
«I grandi opinionisti in studio conoscono bene le mie idee: noi non siamo grandi amanti della pura difesa a zona. Il nostro credo si fonda sulla ricerca sistematica e feroce dei duelli individuali. Il nostro obiettivo è andare a togliere letteralmente il respiro all'avversario, aggredendolo alto fin dalla sua trequarti. So bene che molti ritengono rischioso adottare l'uomo contro uomo in campo internazionale contro attaccanti di questo calibro, perché al minimo errore si rischia di pagare dazio. Tuttavia, abbiamo analizzato minuziosamente le loro ultime dodici uscite: ogni volta che le squadre avversarie si sono abbassate, impostando una difesa a zona passiva e attendista, il Bayern ha sistematicamente dominato e vinto. Se invece decidi di alzare il baricentro e andarli a prendere con sfrontatezza, ti esponi certamente alle loro letali accelerazioni, ma allo stesso tempo crei i presupposti per metterli in seria difficoltà, perché anche loro possono concedere spazi fatali dietro. Abbiamo ponderato ogni rischio e abbiamo deciso che questo è il piano gara ideale per tentare l'impresa».
Un concentrato di sfrontatezza tattica e identità inossidabile. Raffaele Palladino non arretra di un millimetro davanti all'ostacolo più arduo del continente, varando una squadra votata all'attacco per non lasciare l'iniziativa al colosso tedesco. Il coraggio come unica via percorribile: la formazione bergamasca è pronta a trasformare l'entusiasmo del proprio pubblico nel propellente perfetto per scrivere un'altra pagina epica della sua storia europea.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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