C'è qualcosa di sottilmente malinconico nel modo in cui questa stagione dell'Atalanta si avvicina al capolinea. Un'annata spezzata in due, fatta di vette europee e silenzi lunghi settimane, si appresta a chiudersi – salvo crolli difficilmente preventivabili – con la conquista della Conference League, nona qualificazione europea in dieci anni. Stasera alle 18, alla New Balance Arena con diretta tv su DAZN, arriva il Bologna: a Raffaele Palladino e ai suoi basterà non perdere con tre o più gol di scarto per mettere la parola fine a qualsiasi calcolo della squadra di Vincenzo Italiano. Tutto qui. Semplice nell'enunciazione, meno scontato da realizzare.
LA COPPA ITALIA HA CAMBIATO TUTTO - Il merito del netto allargamento del margine di sicurezza va attribuito all'Inter: Palladino e il suo staff hanno potuto tirare un respiro di sollievo mercoledì sera, quando il netto successo dei nerazzurri di Chivu sulla Lazio in Coppa Italia ha confermato che il settimo posto in classifica equivale matematicamente a un biglietto per l'Europa. Una coincidenza preziosa, che ha tolto dall'equazione la variabile più insidiosa. Il Bologna dista sei lunghezze ed è agganciato a un filo sottilissimo: dovrebbe vincere stasera con almeno tre reti di scarto, poi sperare in una sconfitta dell'Atalanta nell'ultima giornata a Firenze. Uno scenario che appartiene al calcio dei libri di matematica più che a quello del campo.
I NUMERI CHE RASSICURANO - A corroborare l'ottimismo c'è anche un dato statistico confortante: – come riferisce L'Eco di Bergamo – in tutto il campionato Palladino non ha mai perso con più di due gol di differenza, un'imbattibilità negli scivoloni pesanti che tiene la Dea al riparo anche dall'ipotesi peggiore. La sconfitta per tre reti di scarto appartiene esclusivamente ai precedenti di Champions League, contro il Bayern Monaco. Su un campo di Serie A, quel margine non è mai stato superato. In ogni caso, anche un ko di larga misura non eliminerebbe le speranze: l'Atalanta avrebbe ancora la doppia ultima cartuccia del Franchi o del ko del Bologna contro l'Inter. Ma sarebbe decisamente più complicato.
SINGOLI IN CERCA DI RILANCIO - Al di là della matematica, questa penultima giornata porta con sé un'altra storia da leggere in controluce: quella dei giocatori che devono ancora lasciare la propria firma su una stagione più anonima del previsto. Il destino della Dea è tutto nelle sue mani: basterà sfruttare la spinta del proprio catino per archiviare la pratica Bologna e prenotare i biglietti per l'Europa. Ma gli ultimi 180 minuti utili sono anche e soprattutto l'occasione per chi non ha convinto fino in fondo. Giacomo Raspadori vuole consolidare quanto di buono ha mostrato a San Siro contro il Milan; Gianluca Scamacca, Charles De Ketelaere e Marten De Roon inseguono una continuità di prestazioni smarrita da settimane; Lazar Samardzic e Raoul Bellanova cercano di scrollarsi di dosso un finale di stagione da fantasmi. Persino Ederson, con la valigia già mezza preparata per un'estate in cui il suo futuro all'Atalanta appare destinato a risolversi con un addio, ha l'opportunità di congedarsi dalla New Balance Arena nel modo che merita.
L'EMERGENZA DIFENSIVA DETTA LE SCELTE - Sul piano tattico, la questione più urgente riguarda chi giocherà dietro. Honest Ahanor è l'unico difensore centrale pienamente recuperato: Kossounou è out, Hien è squalificato, e sia Kolasinac che Djimsiti sperano di stringere i denti per esserci. Anche Giorgio Scalvini, la cui stagione sembrava già chiusa, tenta il recupero. In attesa di capire chi riuscirà a strappare il posto tra i titolari, il mister potrebbe optare per la soluzione De Roon abbassato tra i centrali oppure affidarsi al giovane Relja Obric, classe 2006, per cui questa sarebbe un'occasione enorme.
IL FUTURO CHE SCRIVE SE STESSO - In parallelo al presente che si chiude, il domani dell'Atalanta sta già prendendo forma. Cristiano Giuntoli è in arrivo, Tony D'Amico ai saluti, e la panchina — come è ormai evidente anche dai toni di chi la occupa — cambierà volto. Non saranno queste ultime due partite a riscrivere una storia già quasi decisa, ma potranno influenzare l'umore con cui il club entrerà nell'estate più movimentata degli ultimi anni. La Conference League è lì, a portata di mano. Questa sera la Dea può allungarla e toccarla davanti ai propri tifosi.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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