L'Atalanta si appresta a vivere un mini-campionato dove l'imperativo è quello d'inanellare una serie positiva di vittorie che possa per le meno farla ambire a giocarsi un posto in Europa League da qui alla fine. La nuova proprietà americana sarà subito messa sotto lente d'ingrandimento se rafforzerà la rosa, sicuramente l'obiettivo è quello di concludere la stagione con un posto in Europa, punto di partenza per costruire subito una squadra di livello e avere tra le mani anche quel pass per trattenere certe pedine di questo organico, ambite dal mercato italiano ed europeo. A tal proposito abbiamo raccolto il punto del nostro Editore di TuttoAtalanta.com, Lorenzo Casalino, che è intervenuto su diversi punti.
LA DEA INCEROTTATA - "In questa stagione, sicuramente, gli infortuni hanno rappresentato una variabile negativa non indifferente. A fine stagione, nel summit senz'altro saranno da esaminare tutti questi stop, perchè alla sfortuna credo fino ad un certo punto... a volte va anche ricercato il motivo di certi problemi muscolari, esageratamente troppi quest'anno per gran parte dell'organico. E' lecito interrogarsi su preparazioni, richiami atletici e staff medico e che ognuno poi si possa prendere le rispettive responsabilità. Gli errori di valutazione su Gosens e Zapata, non sono stati di certo indifferenti".
L'ATALANTA DEL FUTURO, TRA GASP O SENZA - "Da dove ripartire? Sicuramente sarà fondamentale capire chi sarà l'allenatore, non dò per scontato la permanenza di Gasperini, anche se ormai tutti ne siamo affezionati e ritengo che Gasperini è l'Atalanta e, viceversa. Se fosse per i Percassi e il tecnico, credo che nulla ci sarebbe da interrogarsi e Zingonia tra qualche mese si riprendere come in tutte queste ultime sei stagioni, ma ora c'è una proprietà che vuole dire la sua, legittimamente, e la Dea avrà l'ok da parte di due famiglie su ogni scelta, soprattutto nel mercato e nelle azioni di marketing societario. Chi si sarebbe mai aspettato che il talent scout per eccellenza Giovanni Sartori avrebbe terminato il suo mandato? Eppure c'è un dato oggettivo dallo scorso 7 marzo, perchè come nuovo Responsabile per lo Sviluppo Internazionale dell’Area Sport, c'è già l'ex dirigente del Leicester City Lee Congerton, a tutti gli effetti il referente del mercato dell'Atalanta. Questa è una delle prime scelte forti che potranno pesare nel bene o nel male sul futuro nerazzurro, lo sapremo solo col tempo. Ecco perchè non mi stupirei anche un cambio di guida tecnica, dove sicuramente l'idea non credo sia quella di discostarsi dal concept di gioco che ha dato fortuna alla Dea, ecco perchè il nome di Ivan Juric non è frutto del caso".
LE NUOVE FONDAMENTA DELLA DEA - "Tra i pali, non è la prima volta che lo sostengo, darei fiducia assoluta a Marco Carnesecchi, pronto a giocarsi la massima categoria e deve avere la fiducia di tutta la Società, la piazza e squadra, preventivando anche degli "errori" d'inesperienza se dovessero capitare, ma a tal proposito sarebbe comprensibile e capita anche ai migliori. A lui vicino Sportiello, che ancora in questa stagione ha confermato massima affidabilità, quando chiamato in causa. Musso? Mi dispiace dirlo, ma è a parer mio un grande bluff. Avrei tollerato un investimento inferiore, di fronte alle sue prestazioni, che non reputo tanto distanti, a conti fatti, da quelli espressi da Gollini, di proprietà ancora della Dea. In difesa Giorgio Scalvini ha tutte le carte per diventare uno dei difensori più importanti del nostro campionato, va tenuto, blindato. Per il resto, anche in attacco ci saranno da fare delle valutazioni, perchè il tandem Muriel-Zapata non è di certo giovanissimo. Ho una sola grande certezza, quella rappresentata da Teun Koopmeiners, la prossima fascia da capitano dell'Atalanta ha già un nome e credo decisamente che porti il suo, ha un temperamento da leader e già da tempo studia da campione: vietato perderlo".
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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