Intervenuto ai microfoni di Sky Sport a margine dell'evento di solidarietà Tennis Vip dell'Accademia dello Sport di Bergamo, Gian Piero Gasperini ha tracciato i contorni di una Roma già in fibrillazione per la prossima stagione. Il tecnico giallorosso, protagonista di un'annata che ha riportato i capitolini in Champions League dopo sette anni, ha affrontato con la consueta schiettezza i nodi più scottanti dell'estate: i rinnovi di Pellegrini e Dybala, il futuro di Mancini nel mirino dell'Inter, le strategie di un mercato ancora nebuloso e il sogno del centenario. Parole pragmatiche, nessuna concessione alla retorica, una sola certezza: i giocatori migliori non si cedono. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com
Mister, lei ha consegnato la Champions ai Friedkin: si aspetta ora un segnale concreto dalla proprietà in sede di mercato?
«No. Noi, più che aspettarci regali, dobbiamo lavorare bene, con serietà e con attenzione. Roma è una piazza straordinaria: ha sempre lo stadio pieno come in poche città al mondo, con una passione enorme. Abbiamo il dovere di far crescere questa squadra e di dare soddisfazione ai propri tifosi».
Una pausa ci vorrà, ma il pensiero è già proiettato avanti. Come immagina la Roma che tornerà in Champions e che vivrà l'anno del centenario?
«È difficile dirlo adesso, perché siamo in una fase di stallo che riguarda tutte le squadre. È un momento in cui si parla tanto e si fanno molte ipotesi, ma le rose si costruiscono davvero più avanti, soprattutto quando si ricomincia a giocare. È chiaro però che l'ambizione della Roma — e della società in primo luogo — è quella di creare una squadra migliore».
Da dove si riparte: quanto sarà decisivo non disperdere il blocco consolidato, a cominciare da Pellegrini e Dybala?
«È fondamentale. Questo è un gruppo che ha lottato fino al novantesimo dell'ultima giornata con una voglia straordinaria di raggiungere l'obiettivo, e lo ha raggiunto meritatamente. Ha dimostrato valore non soltanto sul piano tecnico, ma anche su quello morale: la determinazione, l'attaccamento ai colori, il senso di appartenenza. È lo zoccolo duro sul quale lavorare per inserire poi altri giocatori capaci di rendere la squadra ancora più forte».
Già dopo la sfida con il Verona lei ha dichiarato di aver fatto da tramite tra Dybala e la proprietà. A qualche giorno di distanza, ci sono novità sul fronte rinnovi?
«Come ho già detto, siamo in un momento di stallo. Ma si lavora sotto traccia, e poi magari le notizie arrivano all'improvviso. La volontà da parte di tutti è quella».
Si parla insistentemente di una cessione eccellente: lei ha chiesto garanzie per trattenere l'intera rosa?
«Vorrei tenerli tutti, chiaramente. Poi ci sono esigenze di bilancio, ma dobbiamo essere bravi a gestirle e a capire come fare per non perdere i giocatori migliori, perché su di loro si costruisce».
Tra questi c'è Mancini, sul quale l'Inter ha manifestato un interesse concreto: è intoccabile?
«Non voglio sentirne parlare. L'ho già detto a lui: l'Inter può fare quello che vuole, ma se il giocatore vuole rimanere, rimane».
In attacco la Roma dovrà alzare l'asticella per competere in Champions: è lì che si interverrà con più decisione?
«Bisogna vedere quello che si riesce a fare. Tutte le squadre vogliono i migliori giocatori possibili, ma ci sono i bilanci, i procuratori, le altre società. L'importante è lavorare bene. È veramente molto lunga arrivare al 31 agosto».
Parole di un tecnico che conosce i tempi del calcio e non si lascia trascinare dall'urgenza. Gasperini torna a Bergamo, torna alle sue radici, ma la testa è già a Roma e all'anno del centenario. Il messaggio consegnato ai microfoni di Sky Sport è limpido: Mancini non è in vendita nonostante l'interesse dell'Inter, i rinnovi arriveranno quando sarà il momento giusto e il mercato, come sempre, si deciderà al fotofinish.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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