Prima conferenza stampa da direttore generale del Bari per Pierpaolo Marino, che ha presentato il proprio progetto al fianco del nuovo tecnico Massimo Rastelli. Il dirigente ha spiegato le ragioni della scelta biancorossa, annunciando una vera e propria rifondazione della rosa e toccando anche i temi caldi legati all'inchiesta societaria.

LA SCELTA - «Questa di Bari è per me la scelta più difficile e intrigante della carriera», ha esordito il dirigente, respingendo l'idea di essere ignaro delle insidie. Nel suo bagaglio, del resto, c'è di tutto: uno stadio inagibile per il terremoto, un presidente arrestato in pieno calciomercato — poi assolto —, con una società improvvisamente sulle spalle. E poi Bergamo, nel pieno dello scandalo calcioscommesse: «non solo supererai due anni di penalizzazioni, con arresti di calciatori, ma abbiamo gettato le basi per l'Atalanta di oggi». Un passaggio che l'ex direttore generale nerazzurro non ha mai smesso di rivendicare. Trovato un ambiente freddo, dice, ne ha tratto stimolo: «Il Bari non solo merita la A, ma merita anche uno scenario internazionale anche se mi direte che sono pazzo».

«UN PALAZZO DI CRISTALLO» - Sulla trasparenza della gestione, Marino ha usato un'immagine netta: il club «dovrà essere un palazzo di cristallo in cui tutti potranno guardare dentro». Un lavoro chiaro, onesto e competente, che ha richiesto giorni di approfondimento prima della firma — da qui il ritardo del comunicato. Chiamato anche da squadre di categoria superiore, il dirigente ha rifiutato senza nemmeno sedersi a un tavolo: «sono qui per vincere e non per fare la villeggiatura». Prima di accettare, ha ottenuto garanzie sul budget necessario per ricostruire un organico ridotto a sei o sette elementi.

LA RIFONDAZIONE - Come raccolto da TuttoBari.com, il piano è chiaro: «Chi non crede nel progetto, non lo voglio tenere». Nello spogliatoio, ammette, «c'era un virus da sconfitta. Bisogna disinfettare tutto, pure le pareti». Qualcuno chiederà di partire, altri saranno accompagnati alla porta; la ricostruzione tecnica sarà condivisa con l'allenatore, che dovrà essere sempre soddisfatto degli uomini che gli verranno affidati. Direttore generale e responsabile dell'area tecnica, Marino sceglierà a breve anche un direttore sportivo. Capitolo vivaio, che gli sta a cuore per abitudine: un milione investito ogni anno, «questo è da grande club», con sette ragazzi della Primavera in ritiro — una filosofia che a Bergamo conosce bene.

VENDITA E INCHIESTA - Infine i nodi societari. Sulla cessione del club, il dirigente si è chiamato fuori: «Non la faccio io». Sull'inchiesta, invece, ha espresso fiducia, spiegando che gli elementi studiati «propendono per un'inesistenza dei fatti addebitati», soprattutto laddove un trasferimento sia supportato da una perizia giurata. Netta la chiusura: «Escludo assolutamente il fallimento. Sarei stato un folle a venire in uno scenario del genere».

Parole di un dirigente che di ricostruzioni se ne intende, e che a Bergamo lasciò un segno profondo. Ora tocca al Bari raccogliere la sfida.

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Sezione: L'angolo degli ex / Data: Gio 09 luglio 2026 alle 14:43
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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