Non è una serata qualunque, quella del Premio Brembo. È il momento in cui l'Atalanta smette di parlare di classifiche e mercato per tornare alle radici di ciò che è davvero: un club che educa prima di formare calciatori. Sul palco della premiazione si sono alternati Luca Percassi, amministratore delegato nerazzurro, e Roberto Samaden, responsabile del settore giovanile dal 2023, con parole che sembravano rispondersi a vicenda e che insieme disegnano una filosofia coerente, solida, e profondamente controcorrente rispetto alle logiche del calcio professionistico contemporaneo.
PERCASSI: «NON ABBANDONATE GLI STUDI» - Tocca a Luca Percassi aprire le danze. La sua presenza sul palco di Brembo non è istituzionale nel senso formale del termine: è la presenza di chi crede davvero in ciò che sta dicendo. «Da parte dell'Atalanta essere qui a Brembo è un grande onore. Penso che sia noi che loro abbiamo in comune il lavoro: lavorare tutti i giorni per raggiungere i risultati». Poi l'appello diretto ai ragazzi, pronunciato con la semplicità di chi lo ripete spesso ma non lo dà per scontato: «Non abbandonate gli studi. Il nostro obiettivo è formare in primis la persona e poi l'atleta, in modo da aiutarvi anche nella vita». Luca Percassi ha chiuso con una frase che è insieme orgoglio e promessa: «I ragazzi dell'Atalanta vengono cresciuti così e sono unici per questo».
SAMADEN: «PRIMA UOMINI, POI CALCIATORI» - Roberto Samaden ha raccolto il testimone con la consueta autorevolezza di chi conosce il vivaio dall'interno, mattoncino per mattoncino. «Per noi è una serata speciale in un posto speciale. Il premio rappresenta sia il rendimento in campo che quello scolastico». Un dettaglio non banale: il Premio Brembo non misura solo la qualità tecnica dei giovani calciatori, ma anche quella scolastica, in una logica di valutazione globale della persona che all'Atalanta non è un accessorio ma un requisito. «Nell'Atalanta si dà più importanza ad essere prima uomini e poi calciatori» ha ribadito Samaden, richiamando un principio che — e qui sta il dettaglio più umano della serata — è stato trasmesso anche alla famiglia proprietaria: «Ciò che è stato insegnato anche a Luca e Antonio Percassi quando sono arrivato all'Atalanta».
IL COMPORTAMENTO COME BUSSOLA - «Il comportamento ci guida per tutta la vita» ha aggiunto il responsabile del settore giovanile, con la gravità di chi sa che queste parole valgono su qualsiasi campo da gioco, calcistico e no. La stagione appena conclusa con la conquista della Coppa Italia Primavera ha dimostrato che formare prima le persone e poi i calciatori non è un limite ai risultati sportivi, ma esattamente il contrario: è il metodo che li produce. Samaden ha concluso il proprio intervento con parole che erano un invito e un impegno insieme: «Vivere questa esperienza in un club come l'Atalanta è una grande fortuna. L'obiettivo è migliorarvi sia sul campo che fuori: impegno che ci poniamo anche noi addetti ai lavori a Zingonia».
UN MODELLO CHE RESISTE ALLE RIVOLUZIONI - È significativo che questa serata arrivi proprio nel momento in cui l'Atalanta attraversa una delle fasi di cambiamento più intense della sua storia recente: nuovo direttore sportivo in arrivo, allenatore da scegliere, mercato da reimpostare. Eppure, al Premio Brembo, nulla di tutto questo affiora. Perché la filosofia del settore giovanile nerazzurro non dipende da chi siede in panchina o alla scrivania del ds: è qualcosa di più antico, più radicato, che Percassi e Samaden custodiscono insieme. Prima uomini, poi calciatori. Prima persone, poi risultati. È il codice di Zingonia, e nessuna rivoluzione lo cambierà.
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