C'era una volta la certezza granitica dei "tre tenori", un dogma tattico che per anni ha rappresentato l'unica vera legge scritta nell'attacco nerazzurro. Oggi, quella narrazione sembra quasi riduttiva. L'Atalanta di Raffaele Palladino ha compiuto un'evoluzione darwiniana, trasformando il suo reparto avanzato da un tridente esclusivo a un arsenale multiforme, ricco di opzioni e varianti tattiche. Se il trio composto da De Ketelaere, Scamacca e Lookman resta, per diritto acquisito e qualità tecnica, il "Piano A" scolpito nella pietra, alle loro spalle è cresciuta una foresta di alternative credibili. Tra colpi di mercato, intuizioni tattiche e risvegli improvvisi, il tecnico si trova ora a gestire un'abbondanza che profuma di grande squadra.

IL RITORNO DELLA DLS E QUEL FILO SPEZZATO A SANTA LUCIA - Il punto di partenza resta la qualità assoluta dei tre interpreti principali - approfondisce stamane L'Eco di Bergamo -. Scamacca è il terminale letale, Lookman l'imprevedibilità fatta persona, CDK il genio che sta trovando continuità. Eppure, il destino ha voluto che questo "tridentissimo" non suonasse la sua musica all'unisono da quaranta giorni. L'ultima recita contemporanea risale alla notte di Santa Lucia contro il Cagliari; poi la Coppa d'Africa ha portato via il nigeriano, tornato appena in tempo per servire un assist in Champions contro il Bilbao proprio mentre il centravanti romano lasciava il campo. La sfida di domani contro il Parma potrebbe essere l'occasione per rivederli insieme dal primo minuto, ma le variabili fisiche (le scorie del torneo continentale per Ademola) impongono riflessioni.

L'INNESTO DI "JACK": IL JOLLY CHE MANCAVA - La vera rivoluzione di gennaio porta il nome di Giacomo Raspadori. Non un semplice rinforzo, ma una polizza assicurativa di lusso che permette a Palladino di dormire sonni tranquilli anche di fronte alle incognite del mercato (vedi voce Lookman). "Jack" è l'uomo ovunque: può fare il vice-Scamacca, sostituire il nigeriano o agire da trequartista in un ipotetico 4-2-3-1 a trazione anteriore. Essendo escluso dalla lista UEFA per la fase a gironi (quindi out mercoledì contro l'Union Saint-Gilloise), la sua candidatura per una maglia da titolare contro i ducali è fortissima. È il più fresco del mazzo e, sebbene i meccanismi siano ancora da oliare come visto nello spezzone di Pisa, la sua duttilità è l'arma in più per scardinare le difese chiuse.

LA SORPRESA "NICOLA" E IL BOMBER "NIKOLA" - Ma le nuove frecce nella faretra non finiscono qui. L'emergenza ha aguzzato l'ingegno, regalando due scoperte fondamentali. La prima è la reinvenzione di Nicola Zalewski: faticando a tutta fascia, l'ex romanista è rinato nel ruolo di guastatore offensivo, offrendo una soluzione tattica preziosa e meno anarchica rispetto a Lookman. La seconda è l'esplosione di Nikola Krstovic: da oggetto misterioso a vice-bomber affidabile, con quattro gol nelle ultime quattro uscite. Se Scamacca dovesse rifiatare, oggi la Dea non resta spuntata.

INCROCIO PERICOLOSO TRA CAMPO E MERCATO - Domani, dunque, Palladino si troverà di fronte a quella che gli allenatori chiamano "l'imbarazzo della scelta", un lusso che a Bergamo non si vedeva da tempo. Con Samardzic in calo e le posizioni di Maldini e Sulemana marginali, il blocco dei titolari (o co-titolari) si è allargato a quattro/cinque elementi di livello assoluto. Resta sullo sfondo l'incognita mercato: se le sirene per Lookman dovessero diventare irresistibili, l'Atalanta ha già in casa il suo erede. Ma per ora, almeno per oggi, "Jack" è il quarto asso in un mazzo che punta a sbancare sia in campionato che in Europa.

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Sezione: Primo Piano / Data: Sab 24 gennaio 2026 alle 08:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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