Roma-Atalanta si gioca prima di tutto in panchina: Gian Piero Gasperini contro Maurizio Sarri, i due allenatori più anziani della Serie A, per i colori nerazzurri l'uno il capitolo appena chiuso e l'altro quello da scrivere. Due maniere opposte di intendere il gioco, due sistemi consolidati portati alla modernità per strade divergenti: il resto, all'Olimpico, sarà conseguenza.

IL VANTAGGIO DEL TECNICO GIALLOROSSO - Chi parte davanti, oggi, è l'allenatore di casa. Non per meriti superiori, ma per una questione di calendario: nella capitale il trapianto delle sue idee è iniziato dodici mesi fa, mentre a Bergamo la semina è appena cominciata e i frutti richiederanno tempo. Aggiungiamoci il momento: i capitolini viaggiano a ritmi elevatissimi, e con questo tecnico i periodi di rendimento massimo sono una costante tanto quanto le successive fasi di flessione. La formazione ospite, al contrario, deve ancora trovare la condizione migliore, come l'esame dell'Olimpico rischia di mettere subito in evidenza.

VENTITRÉ INCROCI, BILANCIO IN PARITÀ - La rivalità professionale nasce lontano: il primo incrocio risale a un Crotone-Pescara del 2006, finito senza reti, in Serie B; poi il 2-1 calabrese al ritorno e uno 0-0 tra Arezzo e Genoa nella stagione seguente. Per rivedersi nella massima categoria servì quasi un decennio, fino al Genoa-Empoli del 2014 chiuso sull'1-1. Da allora il conteggio è salito a ventitré confronti, e nessun collega è stato affrontato così spesso in carriera dal tecnico toscano. Il saldo è quasi perfettamente in equilibrio – come ricostruisce L'Eco di Bergamo – con otto successi del piemontese, sette dell'avversario e altrettanti pareggi. Le ultime tre sfide hanno premiato il romanista, che ha ribaltato una situazione a lungo sfavorevole: quattro vittorie nelle cinque più recenti, dopo una serie di sei gare in cui l'altro non aveva mai perso, tra tre affermazioni e tre segni X.

ZONA CONTRO UOMO, QUATTRO CONTRO TRE - Le rispettive grammatiche non potrebbero essere più distanti. Il toscano è di scuola sacchiana: zona, linea a quattro, gioco posizionale costruito su possesso e triangolazioni, con l'ambizione di dettare il ritmo e una cura quasi ossessiva della fase senza palla. Il piemontese, invece, ha recuperato principi che sembravano archiviati per sempre, difesa a tre e marcature individuali su tutto il campo, restituendoli al calcio contemporaneo con una lettura decisamente più aggressiva. Scontri diretti clamorosi non ce ne sono mai stati, qualche frecciata sì, ma sotto resta la stima reciproca fra due studiosi. Dodici mesi fa, del resto, l'incrocio era stato un derby capitolino contro la Lazio.

DUE MAESTRI CRESCIUTI TARDI - Nessuno dei due arriva da una carriera da calciatore memorabile. Il tecnico dell'Atalanta militò nel dilettantismo e sembrava avviato a una vita dietro lo sportello di una banca, prima di ripartire dalla Seconda Categoria; l'altro fu centrocampista con un percorso speso in larga parte in cadetteria. La grandezza è arrivata dalla panchina, con la gavetta come scuola e il perfezionamento maturato negli anni. Oggi, a 68 e 67 anni, occupano i primi due gradini della classifica anagrafica del campionato italiano e salgono sul podio dei cinque tornei più importanti d'Europa: davanti c'è soltanto il settantaduenne Manuel Pellegrini, in panchina al Betis. Sarri presenterà la sfida da questa posizione di autorevolezza conquistata sul campo.

SARRISMO E GASPERINISMO - Entrambi pesano nel dibattito, entrambi fanno rumore, anche per il carattere spigoloso e per una diplomazia mai coltivata: sul fronte delle polemiche, però, il primato spetta al tecnico giallorosso, capace nel tempo di scontrarsi praticamente con chiunque. Le loro idee sono diventate correnti di pensiero con tanto di suffisso, ma solo una ha ricevuto il timbro della Treccani, che descrive il sarrismo come una concezione «fondata sulla velocità e la propensione offensiva». Anche in bacheca c'è uno scarto: uno scudetto per l'allenatore nerazzurro, che condivide con il rivale il successo in Europa League, mentre il titolo nazionale manca ancora al collega.

IL PRECEDENTE DA EX - C'è infine una prima volta assoluta: mai i due si erano affrontati con il tecnico di casa schierato contro la squadra che ha guidato per nove stagioni. E il dato non gli sorride: da avversario dei bergamaschi non ha ancora conosciuto la vittoria, avendo raccolto un solo punto in due confronti contro la panchina di Palladino, che ne era in qualche modo un allievo ideale. Stavolta, invece, dall'altra parte c'è Sarri, ossia il suo esatto contrario.

Nessun verdetto uscirà dall'Olimpico: siamo troppo presto, e questa partita a scacchi non prevede scacco matto. Ma sarà l'ennesimo capitolo di una storia che continua a cambiare significato.

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Sezione: Primo Piano / Data: Ven 04 settembre 2026 alle 07:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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