L'Atalanta ha riscritto la storia e spazzato via la delusione dell'andata, schiantando il Borussia Dortmund con un perentorio quattro a uno che vale una clamorosa e meritatissima qualificazione in Champions League. Al termine della magica notte vissuta sul prato della New Balance Arena, Gianluca Scamacca ha affidato ai microfoni di Sky Sport tutta la sua incontenibile gioia, esaltando la forza di uno spogliatoio capace di trasformare un'utopia sportiva in una splendida realtà.

IL PATTO COL PUBBLICO E L'IMPRESA STORICA - Quel gesto rivolto alle tribune subito dopo aver sbloccato la gara non era affatto casuale, ma il manifesto programmatico di una serata epica. «Siamo partiti fortissimo, ma nel profondo sentivamo che potevamo compiere questo ribaltone», ha spiegato il bomber azzurro. «Ci abbiamo creduto fino all'ultimo respiro e sono stati bravissimi anche i compagni subentrati a gara in corso, perché hanno fatto letteralmente la differenza. Questa è un'impresa storica, sicuramente una delle più grandi mai scritte nella storia di questa società».

LA RIVINCITA DOPO LA TEMPESTA - Cancellare le ombre e le scorie della deludente trasferta teutonica era l'imperativo categorico che la squadra si era imposta a fari spenti. «Abbiamo realizzato una grandissima cosa. Sapevamo di doverci fare perdonare per la brutta prestazione offerta nella partita d'andata», ha ammesso il giocatore con estrema lucidità. «Adesso viene il bello: ci godremo il meritato giorno libero e poi torneremo a pensare al nostro cammino, come sempre, affrontando un ostacolo per volta».

LA CURA DEL MISTER E LA CONSAPEVOLEZZA - A chi considerava la qualificazione una pura utopia, il gruppo ha risposto blindandosi nelle proprie certezze, cavalcando l'onda lunga del prezioso successo ottenuto in campionato contro il Napoli. «Forse un'impresa simile era inimmaginabile per chi stava fuori, ma noi conosciamo perfettamente il nostro reale valore. Sappiamo che, giocando il nostro calcio tutti insieme, possiamo toglierci enormi soddisfazioni», ha sottolineato l'attaccante. «Il mister ci ha dato tantissimo in questo percorso. Ci ha trasmesso energia e una spinta decisiva: abbiamo ritrovato noi stessi e abbiamo capito in fretta che questa era la strada giusta da percorrere».

LA VERA MURAGLIA ERA BERGAMASCA - L'ultima, immancabile carezza è tutta dedicata alla bolgia dell'impianto cittadino, che ha trascinato la squadra non facendo minimamente rimpiangere la spinta del famoso muro avversario. «I nostri tifosi sono stati determinanti. Come aveva preannunciato Raffaele Palladino alla vigilia, c'erano ventitremila anime pronte a spingerci», ha concluso la punta. «Sono sempre il nostro dodicesimo uomo, ci sostengono incessantemente sia in casa che in trasferta. Per questo non smetteremo mai di ringraziarli abbastanza».

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Sezione: Champions League / Data: Gio 26 febbraio 2026 alle 00:45
Autore: Daniele Luongo
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