L'Atalanta riscrive i libri di storia del calcio italiano ed europeo. La clamorosa vittoria per quattro a uno rifilata al Borussia Dortmund nel ritorno dei playoff di Champions League cancella la delusione dell'andata e proietta i nerazzurri agli ottavi di finale, tenendo in alto la bandiera tricolore in Europa. Al termine di questa notte magica, l'amministratore delegato Luca Percassi ha affidato ai microfoni di Sky Sport tutta la propria emozione, ripercorrendo le tappe di un'impresa destinata a rimanere scolpita nel cuore di Bergamo e non solo.
UNA GIOIA SECONDA SOLO A DUBLINO - Analizzando la portata del successo contro i gialloneri, il dirigente nerazzurro non ha esitato a stilare una personalissima classifica delle notti più esaltanti vissute sotto la sua gestione. «Penso che questa partita arrivi poco dietro Dublino, ma solo perché in quell'occasione abbiamo sollevato un trofeo», ha esordito, per poi tessere le lodi di tutto l'ambiente: «Questa sera è stata giocata la partita perfetta. Faccio un grandissimo complimento al mister, ai ragazzi e a tutto il pubblico, che è stato veramente straordinario dal primo all'ultimo minuto».
LA SCINTILLA DI PALLADINO E IL FUTURO - Un capitolo speciale è stato dedicato all'intuizione e alla leadership dell'allenatore campano. Nonostante la pesante zavorra del due a zero maturato in Germania, la fiducia all'interno dello spogliatoio non è mai tramontata. «Fin dal ritorno in albergo dopo l'andata, il mister e il direttore erano convinti di poter trovare la chiave giusta per ribaltarla», ha svelato il dirigente. «Nonostante i pochi giorni a disposizione, è riuscito a toccare le corde giuste. È un allenatore predestinato e per tutto il calcio italiano è un piacere vederlo lavorare a questi livelli». Guardando al prossimo scoglio europeo, l'entusiasmo resta altissimo: «La prossima partita sarà contro Arsenal o Bayern Monaco. Per tutto il popolo bergamasco sarà comunque qualcosa di straordinario da vivere a pieno».
IL CUORE DELLA CITTÀ E L'ELOGIO A PASALIC - La capacità di unire l'umiltà provinciale alla nobiltà europea trova la sua massima espressione nel calore della gente orobica. «La cosa più bella è vedere il trasporto dello stadio, quanta partecipazione c'è in ogni settore. Siamo immensamente orgogliosi che Bergamo stanotte possa vivere una delle serate più belle della propria storia», ha aggiunto, senza nascondere un velo di commozione. La prestazione corale ha esaltato anche l'apporto dei singoli, tra cui spicca Mario Pasalic. Il dirigente ha voluto sottolineare lo spessore del centrocampista: «Abbiamo bisogno di giocatori che siano al cento per cento dedicati all'Atalanta. Mario è stato decisivo in tantissimi frangenti e siamo felici per lui anche umanamente, avendo recentemente vissuto un lutto importante legato al papà, che fu il primo a essere convinto del progetto Atalanta».
IL RICORDO DI ILICIC E LA GIUSTIZIA DIVINA - La chiusura dell'intervista ha toccato le corde del sentimento e dell'orgoglio societario. Dopo un affettuoso pensiero rivolto a Josip Ilicic, omaggiato dalla curva con una splendida coreografia e simbolo del primo scontro europeo contro i tedeschi, Percassi ha scagliato una dura e decisa stoccata alla dirigenza ospite in merito alle tensioni extra campo. «Questa gara è stata anche una sfida nella sfida», ha sentenziato con fermezza. «Penso che stasera ci sia stata una giustizia divina che ha chiuso un cerchio, perché non esiste che un club del livello del Borussia Dortmund si comporti come si è comportato all'epoca. Sono arrivati allo stadio facendo finta di nulla, e forse qualcuno che è andato via scappando stasera rimpiangerà amaramente la sua scelta. Questa è la dimostrazione che l'Atalanta è in grado di fare cose straordinarie al di là del nome».
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