L'Atalanta non sfonda contro l'Hapoel Tel Aviv e rimanda ogni verdetto al ritorno. Lo 0-0 maturato sotto la pioggia della New Balance Arena, in una serata sorprendentemente fredda per questa estate torrida, consegna a Maurizio Sarri indicazioni chiare: la strada da percorrere è ancora lunga, e la Conference League non è un torneo da sottovalutare.

UN AVVERSARIO SERIO - Gli israeliani si sono presentati a Bergamo organizzati, aggressivi al limite del consentito e con una condizione atletica evidentemente superiore. Alle loro spalle oltre mille sostenitori rumorosissimi, per i quali quella di ieri sera valeva quanto una finale. Nessuna sorpresa, dunque, se il muro ha retto: il turno preliminare, in questa competizione, presenta il conto subito.

IL PALLEGGIO SENZA VELOCITÀ - I nerazzurri hanno controllato la sfera per il 62% del tempo, ma senza mai imprimere ritmo. Il possesso è ristagnato troppo a lungo tra i due centrali, complice l'immobilismo dei compagni senza palla: pochi movimenti, poche linee di passaggio, nessuna reale profondità. Un'Atalanta lenta, dunque, ben lontana dal calcio che il tecnico ha in mente e che la piazza attende dal nuovo corso.

GAETANO IN AFFANNO - Serata complicata per il regista, mai capace di accendere la manovra. A compensare ci hanno provato le mezzali Lazar Samardžić ed Éderson, insieme a Nicola Zalewski sulla corsia destra, con qualche soluzione apprezzabile. Margini di crescita amplissimi, insomma, come ammette la lettura complessiva della prestazione – secondo l'analisi de L'Eco di Bergamo.

SCALVINI KO DOPO SETTE MINUTI - Il primo tempo si complica quasi subito: al 7' Giorgio Scalvini è costretto a uscire dolorante alla caviglia sinistra dopo un contrasto con Boateng. Al 18' Raoul Bellanova arriva sul fondo e mette in mezzo, Gianluca Scamacca sporca il disimpegno avversario e Zalewski calcia col mancino dal limite, spedendo a lato.

CARNESECCHI SALVA DUE VOLTE - Al 24' il contropiede ospite mette paura: Leitner pesca Boateng alle spalle della difesa, ma Marco Carnesecchi esce e respinge una conclusione da distanza ravvicinata. Al 34' Alkukin sceglie il pallonetto da buona posizione, troppo corto per impensierire il portiere.

TZUR NEGA SCAMACCA - Al 35' arriva l'occasione migliore: combinazione tra Zalewski e Samardžić sulla destra, il centravanti calcia ma trova la grande risposta di Tzur. Al 45' è Simone Bernasconi a salire sulla sinistra, sponda del numero 9 per Giacomo Raspadori, la cui conclusione risulta però debole e centrale.

RIPRESA IN SALITA - Al rientro sono gli israeliani a partire meglio: su una doppia scivolata di Éderson e Bernasconi, Owusu serve Kraev che dal limite obbliga Carnesecchi a distendersi. Al 16' Boateng arriva un attimo in ritardo sull'assist di Alkukin. L'ingresso di Nikola Krstović al posto di Scamacca porta subito una conclusione dalla distanza, su servizio di Samardžić, non lontana dal palo.

IL FINALE ARREMBANTE - Nel forcing conclusivo il montenegrino cerca la girata sottomisura dopo un'incursione del regista, ma manda fuori. A tempo scaduto la Dea sfiora il gol tre volte: cross di Éderson, colpo di testa di Krstović parato, poi la respinta su Raspadori e infine la conclusione del brasiliano fuori bersaglio. Come nel primo atto, la mancanza di soluzioni negli ultimi metri si è fatta sentire.

APPUNTAMENTO IN UNGHERIA - Si deciderà tutto giovedì 27 a Miskolc, su un campo neutro che di neutro avrà ben poco. I nerazzurri saranno obbligati a vincere, potendo però contare su gambe presumibilmente più sciolte e su meccanismi più oliati, con Kristensen pronto ad aumentare il proprio impiego.

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Sezione: Rassegna Stampa / Data: Ven 21 agosto 2026 alle 07:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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