Attorno ad Atalanta-Hapoel Tel Aviv, più che il campo, ha parlato la cornice. Il pomeriggio bergamasco che ha preceduto il playoff di Conference League si è consumato tra dispositivi straordinari e manifestazioni, con una tensione mai esplosa ma sempre percepibile: elicottero in volo costante, filtraggi rinforzati, agenti specializzati in antiterrorismo e antiesplosivo, spazio aereo interdetto.

IL PRESIDIO DI VIA PITENTINO - La mobilitazione in solidarietà con la Palestina, convocata dalle 18, non ha prodotto criticità. Un centinaio di partecipanti, controllati a distanza ravvicinata da uno schieramento di forze dell'ordine in assetto antisommossa, ha intonato cori contro Israele e a sostegno della causa palestinese, riempiendo l'aria di fumogeni colorati e riproponendo le motivazioni già anticipate nei comunicati diffusi alla vigilia.

LA DENUNCIA SULLE BANDIERE - Dal megafono è arrivata la contestazione più netta, affidata a Giorgio Cremaschi, in passato figura di primo piano della Fiom su scala nazionale: «I tifosi israeliani possono portare allo stadio la loro bandiera, invece è stata vietata la bandiera della Palestina, simbolo della libertà e della giustizia di tutti i popoli». Un intervento che testimonia come l'appuntamento avesse assunto una rilevanza superiore alla dimensione cittadina.

IL MOMENTO PIÙ DELICATO - Qualche frizione si è registrata in avvio - descrive e racconta stamane L'Eco di Bergamo -, quando organizzatori e funzionari della Questura hanno discusso sull'esposizione di uno striscione. Il manifesto è stato poi effettivamente affisso, al termine delle operazioni di posizionamento dei mezzi della Polizia di Stato. Il corteo si è protratto fin quasi al fischio d'inizio, occupando parte della carreggiata di via Battisti.

L'INCROCIO CON I PULLMAN - Anche il passaggio ravvicinato di alcuni bus di sostenitori israeliani lungo quella stessa strada, scortati dalle forze dell'ordine, si è risolto senza conseguenze: un manifestante ha sventolato ironicamente un cartellino rosso, dai finestrini è arrivata qualche risposta poco elegante. Nulla di più.

LA CALATA DEL TIFO OSPITE - In mattinata i primi gruppi israeliani si muovevano discreti tra il centro piacentiniano e Città Alta. Dopo pranzo la presenza è diventata evidente, con maglie e sciarpe rosse a punteggiare viale Papa Giovanni: verso le 16 piazzale Alpini si era trasformato in un punto di ritrovo spontaneo. Sotto la supervisione del Reparto Mobile, diverse navette hanno poi trasferito il nucleo più caldo verso via Baioni, da dove gli ultras hanno raggiunto in corteo l'ingresso del settore ospiti.

IL SEQUESTRO DELLA DIGOS - Il dettaglio che racconta meglio la preparazione della trasferta arriva dal prepartita: in un bed and breakfast cittadino gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato 45 chili tra fumogeni e materiale pirotecnico, in possesso di due sostenitori israeliani poi identificati.

SI RIPARTE DALL'UNGHERIA - Archiviata una giornata complessa sul piano dell'ordine pubblico, resta il verdetto sportivo ancora sospeso. Dopo una serata in cui i nerazzurri non hanno trovato la via del gol, il ritorno si giocherà giovedì 27 in campo neutro, con Maurizio Sarri chiamato a completare l'opera lontano da Bergamo.

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Sezione: Rassegna Stampa / Data: Ven 21 agosto 2026 alle 07:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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