L'Inter ha allargato gli orizzonti e Fabio Capello non ha paura di mettere per iscritto le ambizioni: scudetto in Italia e un posto tra le grandi d'Europa. In una lunga intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, l'ex allenatore e commentatore tecnico di Sky approva la campagna acquisti dei campioni d'Italia, ma soprattutto chiede un cambio di mentalità nella competizione più prestigiosa: «L'Inter deve convincersi di poter essere protagonista in tutte le competizioni». Dodici mesi fa l'eliminazione ai playoff contro il Bodo era passata quasi senza scossoni, ma con tre innesti arrivati dalla Premier League il metro di giudizio cambia.

JONES, IL TASSELLO MANCANTE - Il primo giudizio riguarda l'ultimo arrivato. Per Capello il centrocampo aveva bisogno esattamente di quel profilo: «Mancava qualcosa a centrocampo, di un certo peso specifico. Jones porta fisico e personalità». Un'operazione che chiude il cerchio di una costruzione della rosa impostata su misura per la doppia corsa, con l'unica riserva legata all'inserimento: «A centrocampo è più facile integrarsi e credo, quindi, che Curtis Jones farà bene».

STONES E SPENCE, I DUE PUNTI DA VERIFICARE - Diverso il discorso per gli altri due sbarcati dall'Inghilterra. Su John Stones l'analisi è chirurgica e riguarda la natura stessa del giocatore: «È più bravo a far giocare la squadra che a difendere», ricorda l'ex tecnico, citando l'abitudine di Guardiola a impiegarlo perfino in mediana. Da qui l'avvertimento alla retroguardia: «L'Inter dietro dovrà stare molto attenta a coprire gli spazi e a schermare gli avversari». Ancora più delicata la successione sulla fascia, dove Djed Spence eredita una maglia pesante: «Ha un compito difficile perché Denzel Dumfries era una garanzia». Il verdetto, però, è rimandato: «Solo il campo ci dirà se l'inglese sarà all'altezza dell'olandese».

SCUDETTO, CHI PUÒ INSIDIARE L'INTER - In campionato la gerarchia, secondo Capello, è già scritta, con un solo rischio da scongiurare: «L'Inter sulla carta non dovrebbe avere avversari: avrà solo la necessità di stare attenta a non distrarsi nelle partite teoricamente facili». Alle spalle dei nerazzurri l'ex allenatore indica chi ha mantenuto la continuità: «La squadra più pronta anche perché non ha cambiato niente è la Roma». Il Napoli viaggia sullo stesso piano, con l'incognita dell'adattamento alle richieste di Massimiliano Allegri, mentre la Juventus resta un cantiere da osservare. Sul Milan, infine, la variabile è una sola: «La stagione rossonera dipenderà da come Rúben Amorim entrerà nella testa dei giocatori: è la cosa più importante».

CHAMPIONS, IL TRAGUARDO MINIMO - Ed è qui che l'asticella si alza davvero. Alla domanda sull'obiettivo europeo la risposta è netta e senza scappatoie: «I quarti di finale». Un traguardo che secondo l'ex tecnico è alla portata perché Cristian Chivu ha la possibilità di ruotare gli uomini e arrivare a maggio con i titolari integri. Il reparto che dà più garanzie è quello offensivo: «L'attacco è una garanzia: Lautaro è un capitano vero, Thuram un'ottima spalla, Pio e Bonny sono preziosi». Restano due nodi, la reazione della squadra quando dovrà difendere e soprattutto la qualità del filtro in mezzo: «È necessario che Calhanoglu torni sui suoi livelli migliori».

LE RIVALI EUROPEE E IL NODO RITMO - Davanti, però, c'è ancora traffico. Capello passa in rassegna il gotha continentale: «Il Psg c'è sempre. Il Real godrà della spinta psicologica del ritorno di José Mourinho». Attenzione anche al Barcellona rimesso in equilibrio da Rodri, oltre a Bayern e Arsenal. Il vero ostacolo, però, ha a che fare con l'abitudine più che con i valori tecnici: «Il vero problema dell'Inter sarà la scarsa abitudine a giocare ad alta velocità, perché in Italia non succede». Una critica implicita al nostro calcio, alla quale l'ex tecnico affianca una richiesta precisa sul metro arbitrale: «Lo stile arbitrale deve essere quello visto al Mondiale, anche per abituare le nostre squadre ai ritmi europei».

EUROPA LEAGUE, LA PROFEZIA - Il passaggio più clamoroso, però, arriva sul secondo torneo continentale, dove Capello si sbilancia apertamente su Juventus e Milan: «Mi aspetto una finale italiana, sorteggi permettendo». Per l'ex allenatore quel trofeo non è un ripiego, bensì la priorità stagionale di entrambe.

Un'analisi che consegna all'Inter la corona italiana e insieme un compito preciso: dimostrare in Europa di essersi liberata delle vecchie prudenze.

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Sezione: Interviste / Data: Ven 21 agosto 2026 alle 08:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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