Tre punti pesantissimi e qualche risposta importante: l'Atalanta apre la Serie A battendo 2-1 il Sassuolo alla New Balance Arena e si rimette in carreggiata dopo il passo falso europeo con l'Hapoel Tel Aviv. Una vittoria sofferta, arrivata contro un avversario tecnicamente inferiore ma decimato dalle assenze in difesa, eppure disposto in campo con criterio, solido nel fisico e nella testa, e già in buone condizioni atletiche.

IL PATTO CON LA CURVA - La chiave della serata era appesa in Curva Morosini, sotto forma di striscione: «Ga öl tep: in caso di errore sosteniamoli». Il pubblico dei ventimila ha fatto tesoro del messaggio ed è stato ripagato dalla prova di una squadra non stravolta, ma ritoccata con intelligenza da Maurizio Sarri rispetto a tre giorni prima. Il progetto prosegue, ma le correzioni sono ammesse.

LE SCELTE DEL TECNICO - Nove undicesimi confermati rispetto alla gara con gli israeliani: i tre ballottaggi si sono risolti a favore di Davide Zappacosta su Bellanova, Mario Pašalić su Samardžić e Gianluca Scamacca su Krstović. Dietro, Giorgio Scalvini ha vinto il derby degli acciaccati con Kristensen, nemmeno in panchina. Dove invece ha preso subito posto Eljif Elmas, nerazzurro da poco più di ventiquattr'ore.

PARTENZA LANCIATA - Al 6' il vantaggio: Nicola Zalewski mette in moto Zappacosta, cross dal fondo, respinta confusa della retroguardia emiliana e Gianluca Gaetano intercetta l'uscita servendo in profondità Giacomo Raspadori, che scarica il sinistro sotto la traversa. Nei minuti successivi i bergamaschi sfiorano il raddoppio con lo stesso Raspadori, murato da un recupero disperato di Odenthal, e con Zappacosta, che dopo un tacco delizioso di Zalewski divora il campo e scheggia la traversa.

CARNESECCHI SALVA TUTTO - Poi la Dea rallenta e prova a gestire, ma gli ospiti non lo consentono e la respingono pericolosamente. A cavallo della mezz'ora entra in scena Marco Carnesecchi con tre interventi complicati, il più pesante su Adzic lanciato solo davanti a lui da Laurienté. All'intervallo il possesso premia i padroni di casa (53%-47%), ma il Sassuolo comanda nelle conclusioni: 12-6 il conto dei tiri, 4-3 quelli nello specchio – come ricostruisce L'Eco di Bergamo –, dati che a fine gara saliranno rispettivamente a 22-14 e 8-6.

IL PAREGGIO DI ODENTHAL - Nella ripresa il ritmo resta altissimo e al 10' arriva il pari: su rimessa laterale di Doig, la deviazione di testa di Odilon Kossounou si trasforma in un assist perfetto per Cas Odenthal, solissimo in area e puntuale di testa. I nerazzurri sbandano, gli emiliani insistono con Laurienté e Matić.

LA ZAMPATA DEL MONTENEGRINO - Nel momento peggiore, però, colpiscono i bergamaschi: lungo rilancio di Carnesecchi, colpo di testa all'indietro di Macchioni e Nikola Krstović, entrato da pochi minuti, non perdona. Il Sassuolo si riversa in avanti con il 4-2-4 ma non trova il varco, anche se la Dea si abbassa troppo e nel finale rischia sugli inserimenti di Odenthal, fermato da Kossounou, e di Cinquegrano.

IL LIMITE DA CORREGGERE - Le risposte che il tecnico attendeva sono arrivate soprattutto da chi era già in rosa, titolare o subentrato, ma resta confermato un orientamento già emerso nelle amichevoli: questa squadra sa già fare cose ottime con il pallone tra i piedi, mentre fatica quando il possesso appartiene agli altri.

TESTA A GIOVEDÌ - Il pensiero, a fine gara, è corso subito al ritorno del playoff contro l'Hapoel: un dentro o fuori che si giocherà in condizioni tattiche e ambientali completamente diverse. Ma queste prove di vera squadra sono di buon auspicio.

© Riproduzione Riservata

Sezione: Rassegna Stampa / Data: Lun 24 agosto 2026 alle 07:02
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture