Il gol che l'Atalanta aspettava porta la firma di Giacomo Raspadori, e ha il sapore particolare di chi colpisce il proprio passato. Contro il Sassuolo, il club che lo ha portato nel grande calcio, l'attaccante ha impiegato appena sei minuti per sbloccare la partita e per prendersi il peso del presente nerazzurro.

QUELLO CHE ERA MANCATO IN EUROPA - Il precedente era ancora fresco. Nell'esordio stagionale contro l'Hapoel Tel Aviv gli erano capitate sui piedi le due palle più pulite dell'intera serata: al 44' su iniziativa di Gianluca Scamacca e in pieno recupero sulla respinta del portiere dopo il colpo di testa di Nikola Krstović. In entrambi i casi il pallone non era entrato, e la parola che tornava era sempre la stessa: freddezza.

L'IDENTIKIT CHE NON GLI SOMIGLIA - Cattiveria, cinismo, istinto killer: il lessico con cui si descrivono i centravanti ha spesso un che di feroce, e mal si adatta a un ragazzo dai modi garbati e dall'aria pulita. Ieri sera, però, quel garbo non ha impedito l'esecuzione: nessuna pietà per la maglia delle origini.

NON SOLO IL GOL - La posizione era la stessa, l'ala sinistra, ma l'interpretazione è cambiata in modo evidente. Al 18' ha acceso una ripartenza fulminea, al 38' ha confezionato lo spunto che ha liberato il centravanti in area. Segnali di brillantezza e di partecipazione al gioco che nelle uscite precedenti non si erano visti con la stessa nitidezza.

IL CALO NELLA RIPRESA - Onestà vuole che si registri anche il resto. Il suo apporto si è concentrato quasi interamente nella prima frazione: dopo l'intervallo, al netto di un tentativo di inserimento sul cross rasoterra di Davide Zappacosta nei primissimi minuti, ha lasciato poche tracce, uscendo poi per far spazio all'ultimo arrivato Eljif Elmas. Un passo avanti netto, comunque, tanto più che quella rete ha reso in discesa una gara che – come si è visto nella ripresa – avrebbe potuto prendere tutt'altra piega.

IL BILANCIO DEI PRIMI MESI - Le attese su di lui restano alte dopo mezza stagione di ambientamento senza acuti particolari – come ricostruisce L'Eco di Bergamo. Arrivato a gennaio dopo la parentesi all'Atlético Madrid, ha chiuso quel periodo con 16 presenze complessive: 13 in campionato, un paio in Coppa Italia e una in Champions League, con tre reti tutte realizzate in Serie A.

PERCHÉ QUEI NUMERI DICONO POCO - Un giudizio definitivo, però, sarebbe ingeneroso. Un problema fisico nelle settimane iniziali ne ha condizionato il rendimento, e nel frattempo l'intera squadra scivolava verso un finale di stagione anonimo, con gli obiettivi che evaporavano uno dopo l'altro.

ADESSO L'ESAME VERO - Il banco di prova è questo, in un sistema di gioco che gli chiede compiti nuovi e in un reparto offensivo ancora alle prese con le assenze. La rete al Sassuolo può essere il punto da cui ripartire: Raspadori ha finalmente rotto il ghiaccio.

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Sezione: Primo Piano / Data: Lun 24 agosto 2026 alle 08:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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