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CARNESECCHI, voto 6,5
Sul 2-1 finale pesa anche la sua mezz'ora di ordinaria straordinarietà: respinge il destro di Lauriente al 30', un minuto dopo esce a murare il tocco sotto di Adzic con i tempi di chi legge la traiettoria prima dell'avversario, poi imbriglia Volpato in due riprese. Sul gol non ha responsabilità, perché la spizzata all'indietro di Kossounou gli cambia la giocata sotto gli occhi. Prezioso anche nel palleggio dentro la pressione neroverde. Puntuale.

ZAPPACOSTA, voto 6,5
Alla soglia dei trentacinque anni continua a interpretare la fascia come una scala mobile: sovrapposizioni continue con Zalewski, ricerca ostinata del fondo, un destro dalla distanza che accarezza il legno. E quando c'è da rimettere il piede, come sull'ennesimo strappo di Lauriente, non si fa mai superare. Instancabile.

KOSSOUNOU, voto 5,5
Comincia con una chiusura pulita sul traversone di Cinquegrano, poi la sua serata si incrina in progressione: al 36' il controllo di petto verso Carnesecchi è un rischio che un centrale della sua struttura non può correre. Al 55' la lettura sul lancio di Doig è sbagliata due volte, nella posizione e nel tocco: la spizzata all'indietro diventa l'assist involontario per il tap-in di Odenthal. Incerto.

SCALVINI, voto 6
Recuperato in extremis dopo la caviglia di giovedì, gestisce la gara con l'intelligenza di chi conosce il proprio corpo: nel primo tempo esaspera il palleggio e al 27' si fa sorprendere con il pallone tra i piedi, nella ripresa semplifica e comanda la linea senza mai forzare. Accorto.

BERNASCONI, voto 6
Gli tocca il compito più ingrato della serata, marcare un Volpato in stato di grazia, e lo assolve rinunciando quasi del tutto alla fase offensiva: scivola, accorcia, concede qualche metro ma mai la giocata decisiva. Vacilla nel duello, non crolla mai. Diligente.

Dal 71' KOLAŠINAC, voto 6
Cambio conservativo che dice quanto Sarri tenesse al vantaggio: mette esperienza e centimetri sulla corsia dove l'avversario aveva fatto più male. Solido.

PAŠALIĆ, voto 6
Fa il lavoro che non finisce nelle sintesi: al 23' si libera nello stretto con una rotazione da veterano e apre la strada al compagno, poi si inserisce con i tempi giusti quando l'area chiede occupazione, come sull'invenzione di Scamacca cancellata dalla diagonale di Doig. Sobrio.

Dal 60' SAMARDŽIĆ, voto 6,5
Entra e alza subito la testa: la conclusione dalla sua mattonella al 70' non gira quanto vorrebbe, ma i due palloni filtrati per Krstović al 78' e all'82' sono lame che tagliano la linea neroverde. Mezz'ora di qualità vera. Ispirato.

GAETANO, voto 7
Il nuovo abito da regista gli calza come se lo indossasse da anni: al 6' è suo il recupero sulla seconda palla e sua l'apertura che manda Raspadori a segnare, ma il dato più eloquente sta nelle rincorse all'indietro, nel recupero del 48' e nella capacità di ricomporre la squadra ogni volta che si allunga. Ci prova pure dalla distanza. Nel disegno di Sarri è già il punto fermo. Padrone.

EDERSON, voto 6
Parte a mille, con il destro dalla distanza del 19' e il tentativo del 50' che costringe Muric a distendersi, poi si adegua al ritmo altalenante della gara. Con Gaetano a coprire il campo, sceglie il ruolo di appoggio: meno inserimenti, più tocchi di raccordo, come nell'asse con Scamacca e Raspadori a inizio ripresa. Ordinato.

ZALEWSKI, voto 6,5
Con Zappacosta costruisce la catena più fastidiosa per il Sassuolo: al 10' salta l'uomo e si presenta davanti a Muric, ma nel momento della verità sceglie la timidezza invece della cattiveria. Semina scompiglio per un'ora, resta il rammarico di un rendimento che si ferma sempre un passo prima della conclusione. Elettrico.

Dal 59' DE KETELAERE, voto 6
Si muove tra le linee cercando di dare un riferimento diverso alla manovra, senza però incidere sul punteggio nella mezz'ora concessagli. Discreto.

SCAMACCA, voto 6,5
Interpreta il ruolo da centravanti totale: spalle alla porta protegge e smista, al 10' fa da sponda per l'incursione di Zalewski, al 18' si stacca dalla marcatura e serve Raspadori, al 38' inventa il pallone che solo Doig riesce a intercettare. Aggiunge perfino il rientro difensivo del 22'. Non trova il gol, trova tutto il resto. Altruista.

Dal 60' KRSTOVIĆ, voto 7
Cinque minuti per capire l'aria che tira e poi la zampata del centravanti navigato: vince il corpo a corpo con Macchioni sporcando il contatto quanto basta e al 65' batte Muric con freddezza chirurgica. Sfiora anche il raddoppio al 78' e all'82': entra e decide, che è il mestiere più difficile del mondo. Letale.

RASPADORI, voto 7
Sei minuti per ricordare al Sassuolo chi ha cresciuto: legge in anticipo l'incertezza di Cinquegrano e fulmina Muric con un destro che bacia il lato interno della traversa. Poi continua a lavorare tra le maglie, va vicino al raddoppio al 18' e paga qualche scelta affrettata quando la gara chiede lucidità. L'esordio in nerazzurro non poteva essere migliore. Fulminante.

Dall'82' ELMAS, SV

SARRI, voto 7
Il primo tempo è l'Atalanta che ha in testa: costruzione dal basso dentro la pressione, palleggio paziente, vantaggio immediato. Il pari incassato al 55' avrebbe potuto aprire una crepa, e invece il triplo cambio dell'ora di gioco è la mossa che rovescia la serata: Krstović timbra dopo cinque minuti, Samardžić alza la qualità dell'ultimo passaggio, la squadra si rimette in ordine. Dopo il pari europeo, il campionato della Dea comincia con tre punti. Risolutivo.

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Sezione: Primo Piano / Data: Dom 23 agosto 2026 alle 22:55
Autore: Daniele Luongo
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