Glenn Peter Stromberg, storico capitano dell'Atalanta, intervenuto in una lunga intervista rilasciata ai microfoni de L'Eco di Bergamo, ha approfondito temi cruciali per il futuro della Dea, tra cui l'avvicendamento in panchina tra Gasperini e Juric, le aspettative per la prossima stagione, le prospettive di mercato e la situazione della Serie A nel panorama europeo. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com
Juric sulla panchina dell'Atalanta: decisione giusta?
«Capisco e condivido totalmente questa scelta. Juric ha respirato per anni la filosofia di Gasperini, prima come calciatore e poi come allenatore: garantisce una continuità che servirà a non disperdere quanto di straordinario costruito finora».
Qual è il vero rischio di questo cambio tecnico?
«Quando un tecnico di successo lascia un club, sorge spontanea l'incertezza sul futuro, soprattutto tra i tifosi. Ma non dobbiamo dimenticare che il successo non era solo merito di Gasperini: la società resta solida, i calciatori forti, e la struttura di squadra non cambia radicalmente in un paio di mesi. Credo che bisogni fidarsi di questa continuità, perché è proprio quella che permette di restare ai vertici».
La partenza di Retegui è una perdita pesante. Come sostituirlo?
«È senza dubbio un addio che pesa molto, perché Retegui era fondamentale non solo in fase realizzativa, ma anche per capacità di lottare per la squadra. Non basta Scamacca, serve un altro grande attaccante, un giocatore con caratteristiche simili che dia certe garanzie. Non so se serva una punta classica o più dinamica, ma sicuramente serve qualcuno che non faccia rimpiangere Retegui».
Lookman ed Ederson devono essere i punti fermi dell’Atalanta?
«Assolutamente sì, specialmente Ederson: è un giocatore in grado di giocare ad altissimo livello in ogni grande squadra europea. Lookman poi è altrettanto fondamentale, perché nel calcio della Dea crea occasioni continue. Per sostituirli, nel caso uno dei due partisse, bisogna puntare su profili di livello elevato e non fermarsi ad acquisti mediocri».
Crede che la Serie A stia attraversando un momento di crisi tecnica?
«Un certo indebolimento si percepisce chiaramente, visto che i grandi club stranieri hanno capacità economiche molto superiori e attirano i migliori giocatori. È un po' come quando la Serie A era il campionato più ricco e competitivo del mondo ai miei tempi. Tuttavia, almeno in Italia, c'è ancora passione e grande interesse».
Atalanta: il cambio tecnico potrà rilanciarla?
«L'arrivo di Juric può rinnovare l'entusiasmo all'interno del gruppo. Dopo tanti anni, una nuova voce, nuove idee e stimoli possono rigenerare la squadra. A me è successo da giocatore: la tristezza iniziale per la partenza di un tecnico lascia spazio alla motivazione che porta il nuovo arrivato. Tutti vorranno dimostrare di meritare un posto».
Un esempio positivo di un cambio tecnico che potrebbe ispirare l'Atalanta?
«Il Liverpool dell'ultimo anno, con l'addio di Klopp dopo quasi dieci stagioni e l'arrivo di Slot. Nonostante qualche dubbio iniziale e una sconfia casalinga col Nottingham Forest, hanno avuto pazienza, fiducia e alla fine hanno vinto dominando la Premier League. Questa è la strada da seguire: dare tempo e non giudicare subito».
La Serie A del prossimo anno sarà ancora così equilibrata?
«Mi aspetto un campionato aperto e combattuto, esattamente come quello appena concluso. È vero che l'ha vinto il Napoli, ma in realtà è stata più l'Inter a perderlo, dato che per me aveva la rosa e il gioco migliori. Anzi, l'Atalanta stessa avrebbe potuto essere una pretendente seria fino alla fine: peccato, è stata un'occasione mancata».
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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