Verso un lungo viaggio. A farsi largo tra le pieghe del campionato, Juventus-Napoli si presenta come una delle sfide più affascinanti del mese di gennaio. Per significato all’interno della stagione, ma anche per il semplice desiderio di dimostrarsi superiori sul campo, il match dell’Allianz Stadium apre scenari articolati. Da un lato ci sono i bianconeri, quasi in una terra di mezzo tra doveri e ambizioni, con un posto Champions da confermare e una chiamata, seppure complicata dal distacco, per la corsa Scudetto; sul fronte opposto il Napoli, più avanti nel percorso, ora leggermente distaccato da quei piani di riconferma dolcemente accarezzati per lunghi tratti dell’annata.

Tra Antonio e Luciano le panchine si incrociano

Il destino gioca la sua parte, la moneta raccolta sul percorso è la stessa: Spalletti e Conte, due condottieri, entrambi fini conoscitori dell’avversario; in passato hanno vinto con il vestito dell’altro, adesso misurano il passo seguendo tracciati non previsti.

C’è stato un tempo nel quale Luciano Spalletti scriveva la storia del club partenopeo. La memoria riporta allo scudetto 2022/23 e al dominio incontrastato di quel Napoli su tutte quante le avversarie. Dai 90 punti finali, al distacco di 16 lunghezze sulla seconda, passando per una proposta di calcio prepotente e tremendamente efficace. Tutto lasciava presagire ad un ciclo di vittorie pronto ad aprirsi, ma gli eventi si modellarono in un’altra direzione. Subito dopo il tricolore, Spalletti disse addio alla panchina azzurra per un periodo di pausa, salvo poi tornare sui suoi passi per rispondere sì alla chiamata dello stesso colore in chiave nazionale.

Sezione: Serie A / Data: Ven 23 gennaio 2026 alle 11:45 / Fonte: lega serie A
Autore: Daniele Luongo
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