Chi comanderà l'attacco dell'Atalanta tra Gianluca Scamacca e Nikola Krstović? È il quesito che accompagna la Dea verso una stagione che si accenderà già oltre la metà di agosto, con i preliminari di Conference League a fare da esame d'ingresso. Due profili diversissimi per un solo posto, e una sentenza che spetta soltanto a Maurizio Sarri.
DOPPIA CIFRA, UN PRIMATO STORICO - Il dato dell'ultimo campionato è di quelli che meritano di essere incorniciati: entrambi hanno chiuso a quota dieci reti, un traguardo che nella storia nerazzurra non era mai stato tagliato in coppia parlando di centravanti puri. Percorsi però agli antipodi. L'esplosione dell'italiano era arrivata nel primo tratto del ciclo Palladino, prima che il montenegrino si prendesse il posto da titolare facendo leva su una qualità precisa, l'intensità, capace di spostare l'ago della bilancia quando tutto il resto si equivaleva.
DUE PROFILI OPPOSTI - Il numero 9 resta il più dotato tecnicamente del lotto, ma paga una continuità intermittente nell'impatto sulla singola gara. Krstović ribalta lo schema: forza di volontà da vendere — la notte contro il Borussia Dortmund resta l'istantanea più eloquente — e margini ampi da colmare sul piano della tecnica, della pulizia nell'esecuzione e della concretezza sotto porta. Due modi diversi di arrivare allo stesso numero, ed è esattamente qui che il tecnico toscano dovrà scegliere il suo interprete.
IL RITIRO PREMIA KRSTOVIĆ - I test contro Under 23, Arezzo e Mantova hanno restituito una fotografia abbastanza nitida: Krstović è stato il più incisivo dei due per impatto, gol e assist. Il montenegrino sembra aver preso confidenza in fretta con il 4-3-3 del nuovo allenatore, pur con un margine di lavoro ancora consistente. Il ritiro, del resto, è da sempre il laboratorio dove si costruiscono le gerarchie.
SCAMACCA, LA PALLA È SUA - Sul fronte opposto - approfondisce TMW -, il potenziale non è mai stato in discussione. La chiave, semmai, è la responsabilità: «Dipenderà tutto da lui», ha sintetizzato Sarri parlando dell'attaccante romano. Una frase che vale come investitura e come avvertimento insieme, perché il tecnico ha davanti Scamacca come un diamante grezzo, da lavorare seduta dopo seduta.
LA SCELTA DI SARRI - Restano tre amichevoli, e in un mese d'agosto tutto può significare tutto o nulla. La certezza è che entrambi verranno chiamati in causa e che la maglia dal primo minuto si assegnerà sui dettagli, non sui nomi. Sarri non guarderà in faccia a nessuno: il posto è per uno solo, ma la disponibilità dovrà essere di tutti. È la mentalità che a Bergamo pretendono da sempre.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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