L’Atalanta ha trasformato la propria storia in una collezione di successi che coinvolge non soltanto la prima squadra, ma soprattutto il settore giovanile. La conquista della Supercoppa Primavera contro la Fiorentina ha rappresentato un altro capitolo di questo percorso, portando a 30 il numero complessivo dei trofei conquistati dal club.

Una parte importante di questo patrimonio arriva proprio dai ragazzi cresciuti a Zingonia. Il vivaio ha rappresentato per decenni uno dei principali punti di riferimento dell’Atalanta e ha permesso alla società di costruire una propria identità attraverso la formazione dei giovani.

LE GRANDI GIORNATE DELLA PRIMA SQUADRA - I successi più importanti della formazione maggiore sono legati soprattutto a due momenti: la Coppa Italia conquistata nel 1963 e l’Europa League del 2024. La finale di Coppa Italia contro il Torino rimane una delle partite simbolo della storia atalantina. A San Siro, l’Atalanta si impose per 3-1 grazie a una straordinaria tripletta di Domenghini.

Più di sessant’anni dopo, un’altra notte è entrata nella memoria dei tifosi. A Dublino, il 22 maggio 2024, la squadra allenata da Gian Piero Gasperini superò il Bayer Leverkusen per 3-0, conquistando il primo grande trofeo europeo della propria storia.

IL VIVAIO COME PATRIMONIO - Se la prima squadra ha scritto pagine importanti, il settore giovanile ha costruito una tradizione ancora più lunga. Scudetti, Coppe Italia e Supercoppe hanno accompagnato generazioni di ragazzi cresciuti con la maglia nerazzurra. Il primo scudetto giovanile risale alla stagione 1948/49, quando la formazione Ragazzi superò la Lazio nella finale.

Da allora il vivaio ha continuato a produrre calciatori capaci di arrivare ai massimi livelli del calcio italiano e internazionale.

L’EREDITÀ DI FAVINI - Tra le figure più importanti nella storia del settore giovanile atalantino c’è senza dubbio Mino Favini. Arrivato a Bergamo all’inizio degli anni Novanta, Favini contribuì a trasformare ulteriormente il vivaio, ponendo grande attenzione non soltanto alle qualità tecniche dei ragazzi, ma anche alla loro formazione personale.

Il suo metodo ha lasciato un segno profondo nella società. Molti dei principi introdotti durante la sua esperienza continuano ancora oggi a rappresentare una parte importante della filosofia del club.

L’Atalanta, quindi, non può essere raccontata soltanto attraverso i trofei della prima squadra. La sua storia è fatta anche di allenatori, dirigenti e giovani calciatori che hanno costruito, generazione dopo generazione, una delle tradizioni più riconoscibili del calcio italiano.

Sezione: Altre news / Data: Ven 02 ottobre 2026 alle 11:15 / Fonte: Corriere della Sera - Bergamo
Autore: Daniele Luongo
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