Angelo Di Livio non usa giri di parole per analizzare la tragica e indimenticabile notte di Zenica. L'ex centrocampista della Nazionale italiana ha espresso tutta la sua amarezza e la sua delusione per la clamorosa eliminazione degli Azzurri dai Mondiali 2026, puntando il dito senza esitazioni contro l'ingenuità di Alessandro Bastoni e invocando una vera e propria rivoluzione per salvare l'intero sistema calcistico nazionale.

L'ERRORE FATALE E LE COLPE DI TURPIN - – come dichiara in esclusiva ai microfoni di TMW – l'analisi della drammatica sconfitta ai rigori contro la Bosnia ed Erzegovina parte proprio dall'episodio chiave che ha indirizzato il match: «La squadra ha lottato, in dieci uomini… Secondo me l'errore grave è di Bastoni. Non può fare quell'entrata invece di temporeggiare, ha condizionato inevitabilmente l'andamento della partita. Nonostante tutto hai avuto anche delle occasioni in dieci contro undici». Non manca però una dura stoccata alla direzione di gara: «L'arbitro Turpin secondo me non è stato all'altezza: c'era anche un'espulsione sacrosanta di Muharemovic in un momento delicato della partita, che poteva pareggiare le energie in campo. Peccato, mi dispiace tanto ma Bastoni è il principale artefice di questa disfatta. È un giocatore esperto, ha giocato partite importanti. Lì devi accompagnare l'avversario, è stato troppo istintivo e ha penalizzato la squadra».

IL DISPIACERE PER GATTUSO E LE RIFORME NECESSARIE - Di fronte all'incubo del terzo Mondiale consecutivo vissuto da spettatori, l'ex Juventus e Fiorentina invoca un taglio netto con il recente passato per ricostruire dalle fondamenta: «Mi auguro possa saltare un po' tutto per ripartire da zero. Mi dispiace molto per Gattuso, che ci ha messo tanto cuore. Ha fatto tantissimo, da vero italiano. Però bisogna azzerare tutto e ripartire. Le parole adesso contano poco, bisogna fare i fatti. Secondo me andare al Mondiale per la Nazionale deve essere la normalità. Però siamo impantanati in una situazione psicologica da cui non riusciamo a uscire». Riguardo alle possibili e invocate dimissioni del presidente federale Gabriele Gravina, Di Livio aggiunge: «Non so cosa succederà, però è chiaro che la situazione non va bene. Bisogna fare delle riforme serie per tornare a essere competitivi. Sono demoralizzato e dispiaciuto, ma qualcosa bisogna fare per forza».

LA CRISI DI TALENTO DEL CALCIO NOSTRANO - La chiusura è un'amara riflessione sulla qualità tecnica dell'attuale movimento calcistico italiano, giudicato ormai incapace di produrre fuoriclasse in grado di fare la differenza nei momenti più tesi e cruciali: «Il calcio italiano è diventato un calcio normale. Non abbiamo più numeri 10, per fortuna abbiamo scoperto Pio Esposito, c'è Kean… Però non abbiamo più chi salta l'uomo, solo giocatori normali. E purtroppo ne paghiamo le pesantissime conseguenze».

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Sezione: Altre news / Data: Mer 01 aprile 2026 alle 00:10
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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