Federico Spada fa da tre anni il direttore sportivo in Colombia. Prima al Fortaleza, poi all'Independiente Medellin, dove lavora tuttora. Partito da agente FIFA, originario di Bologna che segue da sempre, in esclusiva a Tuttomercatoweb.com dopo aver analizzato l'Argentina per l'inizio della Copa America, Spada sventaglia su tanti argomenti, partendo dalla sua esperienza in Colombia: “È un’esperienza spettacolare per qualsiasi italiano o europeo venire a lavorare in Sudamerica. È una cultura totalmente diversa, le caratteristiche e le qualità dei giocatori italiano sono del tutto diverse. Io sono al terzo anno da ds qua in Colombia, prima un anno al Fortaleza in Serie B e ora due anni qua al Medellin, con una finale di campionato e un ottavo di Sudamericana da giocare ad agosto. È un’esperienza importante che mi fa crescere, adesso sto vivendo quest’avventura al massimo e non ho fretta di tornare in Italia. Non ho fretta di tornare, chiaramente rimane il mio sogno perché la mia famiglia è italiana, da 4 mesi ho un figlio in vacanza in Italia con mamma e nonni. Quindi voglio tornare lì e iniziare un’altra carriera, ma ora sono al Medellin e sono contento, spero di continuare qua anche l’anno prossimo”.
E che Copa America si aspetta?
“Sarà un torneo fisico, dove i giocatori più in forma avranno la meglio. Per questo credo molto nella Colombia. I giocatori quest’anno hanno fatto una grande stagione, penso a Daniel Munoz in Premier (Crystal Palace, ndr), Lucumì a Bologna, Luis Diaz a Liverpool, Jhon Arias al Fluminense, Jhon Cordoba in Russia (Krasnodar, ndr)... oggi la nazionale colombiana non perde da 20 partite, e ne ha giocate tante importanti come con Brasile, Spagna o Germania, battendole tutte. Qua si ha molta fiducia nei Cafeteros, a differenza degli ultimi anni”.
Si percepisce tanta positività per la Colombia.
“L’obiettivo minimo è la semifinale. Sono più o meno dieci anni che la nazionale colombiana non era così forte, dal Mondiale di 2014 di Pekerman, che aveva Falcao, James, Cuadrado. Guarin... da lì non avevo mai avuto così tanta fiducia nella Colombia. L’ho accompagnata nelle ultime due amichevoli in Europa con Spagna e Romania: è una squadra molto fisica e verticale, forte sulle fasce e nei duelli offensivi e difensivi. È una nazionale molto scomoda, Nestor Lorenzo - ex assistente di Pekerman, ora ct - sta gestendo molto bene la situazione. C’è la possibilità di vincere”.
Nei Cafeteros non ci sarà però Duvan Zapata. Se lo spiega?
“Sono un grande fan di Duvan Zapata. Ma in nazionale non ha mai fatto molto bene: la tifoseria e la stampa l’hanno criticato molto dopo i gol sbagliato contro l’Uruguay che costarono la non qualificazione al Mondiale 2022. Per numeri, oggi Zapata dovrebbe stare in nazionale, ma Nestor Lorenzo ha voluto dare un cambio generazionale e tra questi è toccato anche a Duvan. Gli sono stati preferiti Jhon Cordoba, capocannoniera in Russia, o Miguel Borja, capocannoniere in Argentina, o come Jhon Duran dell’Aston Villa che ha un futuro impressionante, infatti so che lo sta trattando il Chelsea”.
Veniamo all'Italia. Lei è di Bologna, quest'anno è stata un'annata storica per i rossoblu.
"È una parte del mio cuore che visito sempre quando vengo in Italia. È un progetto impressionante, non solo di Thiago Motta ma della società che da anni lavora bene sullo scouting: è un esempio per tutta Europa. Il Bologna continuerà un grande lavoro anche senza Thiago Motta, ovviamente l’artefice della qualificazione Champions e della crescita di tanti giocatori come Calafiori e Lucumì, titolari e realtà nelle loro nazionali. Ora sono due elementi che si possono vendere facilmente in Premier o che possono fare la Champions a Bologna. Va detto che la loro crescita è stata grazie a Thiago Motta, ma è stato lo scouting che l’ha portato a Bologna”.
Come ripartirebbe i meriti di questa cavalcata?
“I meriti sono sempre da dividere tra dirigenti, giocatori e allenatore. Difficilmente si ripeterà la stagione passata, ma sicuramente negli anni Bologna rimarrà sui grandi schermi. Sempre da protagonista, come l’Atalanta degli ultimi anni. Le società non devono dipendere dall’allenatore. Il Bologna sta lavorando bene dall’ultimo anno si Mihajlovic, soprattutto sullo scouting, quasi tutto l’undici titolare è arrivato negli ultimi due anni. La società è il vero attore principale. Poi Thiago Motta è uno dei più bravi allenatori in Europa, ma Italiano ha dimostrato con le finali di Conference League e con i campionati fatti a La Spezia e a Firenze di essere un allenatore che vale, che si merita quest’opportunità a Bologna. Rimango ottimista”.
Thiago Motta appena passato alla Juventus. È la scelta giusta?
“Sì, assolutamente. Le sue capacità si vedevano dalle giovanili del PSG, poi a Genova e a La Spezia. È un allenatore che ha sempre mostrato un calcio moderno, fatto di idee chiare. Poteva andare alla Juve come al Manchester United, non ha paura di niente. Ha una bella proposta di gioco e con lui il ciclo della Juve riparte, può tornare a lottarsi i titoli nei prossimi anni. Il super acquisto dell’estate in Serie A è Thiago Motta alla Juventus”.
Del Bologna c'è ancora in ballo il futuro di Zirkzee.
“Lo vedrei molto bene al Milan, a Fonseca piacciono gli attaccanti di questo tipo. Ha grande qualità, apre spazio agli esterni e in questo caso con Pulisic e Leao funzionerebbe perfettamente. Mentre all’Inter o alla Juve con la presenza di Vlahovic o Lautaro e Thuram farebbe più fatica, Zikrzee deve ricoprire un ruolo importante nel club in cui andrà. Veniva dal Bayern dove non giocava essendoci Lewandowski, ora è stato l’attore principale del Bologna e deve andare in una squadra a fare il titolare. Che sia Milan, Inter o Juve, ma per me ripeto, in rossonero ha più possibilità di essere importante nel progetto”.
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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