L'infermeria toglie, il campo restituisce. Proprio nel momento in cui l'attacco dell'Atalanta sembrava aver ritrovato la sua fisionomia ideale, lo stop del bomber di riferimento ha scombinato i piani. Eppure, il rientro a pieno regime di Giacomo Raspadori regala a mister Raffaele Palladino un caleidoscopio di soluzioni tattiche capaci di trasformare un'assenza pesante in un'opportunità clamorosa per rendere il reparto offensivo ancora più imprevedibile e letale.

IL RECUPERO DI JACK E IL PESO DELL'AREA - Lo spezzone di gara disputato nell'ultima uscita contro il Verona ha sancito il ritorno all'attività agonistica dell'ex talento del Sassuolo. Chiaramente a caccia della migliore condizione atletica per acquisire il giusto ritmo, la sua straordinaria duttilità si incastra alla perfezione in un mosaico che deve temporaneamente rinunciare a Gianluca Scamacca, il cui rientro per la sfida del 6 aprile contro il Lecce appare fortemente in dubbio. Sebbene il jolly offensivo possa agire agilmente da falso nueve, garantendo una massiccia dose di tecnica e opportunismo, la solidità fisica assicurata da Nikola Krstovic come perno centrale tranquillizza l'ambiente: la Dea non rinuncerà a un ariete strutturato per scardinare le difese avversarie.

FANTASIA AL POTERE SULLA TREQUARTI - Le combinazioni alle spalle del terminale offensivo si moltiplicano a dismisura all'interno del canonico 3-4-2-1. Accanto a un Charles De Ketelaere in netta ripresa, che ha già messo minuti preziosi nelle gambe contro Inter e Bayern Monaco, le corsie di rifinitura possono accogliere diverse anime. All'ormai collaudato impiego di Nicola Zalewski sull'out di sinistra, abilissimo ad accentrarsi o ad abbassarsi sul regista avversario, si affianca la variabile Raspadori: l'azzurro può agire proprio su quella zolla, in tandem col belga. Senza dimenticare il talento cristallino di Lazar Samardzic, schierabile a destra per innescare il compagno sul versante opposto, alzando vertiginosamente il tasso tecnico della manovra.

LA VARIANTE DEL RIFINITORE E LA DIGA IN MEDIANA - Ma c'è un'ulteriore evoluzione tattica che stuzzica la lavagna dello staff tecnico, richiamando moduli storicamente letali per i colori nerazzurri. Raspadori possiede l'intelligenza per vestire i panni del numero dieci puro, agendo dietro a due punte (come De Ketelaere e Krstovic) in un dinamico 3-4-1-2. In alternativa – come evidenzia l'analisi de L'Eco di Bergamo – il ruolo di incursore centrale potrebbe essere riaffidato a Mario Pasalic, con "Jack" spostato in avanti al fianco della prima punta. Un assetto di grande spinta reso possibile dal fondamentale recupero a centrocampo di Ederson, che tornando a fare diga in mediana insieme a Marten de Roon libera il croato da compiti di copertura asfissianti.

L'ASSO NELLA MANICA A GARA IN CORSO - In un reparto così profondo e ridisegnato, lo spazio dal primo minuto potrebbe fisiologicamente ridursi per alcuni elementi, ma questo non ne scalfisce minimamente l'importanza. È il caso emblematico di Kamaldeen Sulemana, la cui crescita in termini di intesa e rendimento individuale è sotto gli occhi di tutti. Le sue accelerazioni brucianti rappresentano la chiave ideale per spaccare in due le partite: subentrando dalla panchina, il ghanese può devastare gli equilibri sulle corsie esterne quando le difese avversarie iniziano ad accusare la fatica.

Meno fisicità statica, ma infinita tecnica e geometrie variabili. Tra le mura della New Balance Arena, il tecnico nerazzurro lucida il suo nuovo arsenale: un attacco camaleontico e imprevedibile, pronto a lanciare l'assalto definitivo all'Europa.

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Sezione: Primo Piano / Data: Gio 26 marzo 2026 alle 07:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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