Una partita dai due volti, un black-out inspiegabile e un orizzonte che ora impone scelte drastiche in campionato. Pietro Serina, intervenuto ai microfoni di Radio Dea (canale YouTube) nel corso della trasmissione condotta da Fabio Gennari, ha analizzato con chirurgia la sconfitta interna dell'Atalanta contro l'Athletic Bilbao. Una disamina che parte dalla tattica per arrivare a un monito pesantissimo sul futuro immediato in Serie A.
IL MISTERO DEL PRIMO TEMPO - Serina parte dalla lettura tattica dei primi 45 minuti, dove la Dea sembrava padrona assoluta del campo contro un avversario schierato in modo insolito: «Loro vengono qua e giocano con un modulo stranissimo: cinque difensori, due mediani e tre attaccanti che continuano a fare gli attaccanti. I cinque dietro stanno sempre bassi, giocano cortissimi, fanno un bel pressing a vederlo, ma non prendono mai la palla. Nel nostro primo tempo, se la chiudi 3-0, la partita è finita. Non fai un solo gol (in più, ndr), prendi un palo, apprezzi che loro fanno il pressing e corrono come matti senza prendere la palla. Ma all'intervallo ti chiedi: "Ma non l'abbiamo ancora finita questa partita?". Dovevamo averla chiusa all'intervallo, non è successo. Mistero della fede».
IL TILT TATTICO E I 17 MINUTI DI FOLLIA - La chiave di volta, secondo il giornalista, è la mossa di Valverde a inizio ripresa. Un cambio che ha mandato in cortocircuito il sistema di Palladino: «Loro all'inizio del secondo tempo cambiano un giocatore: tolgono uno dei cinque difensori, il quinto a sinistra, mettono un trequartista e passano al 4-2-3-1. Noi non capiamo più niente. Andiamo in tilt. E probabilmente in quel quarto d'ora lì, in quei 17 minuti, prendi tre gol così con la palla a terra, con loro che uscivano e noi che eravamo disordinati. Non riuscivamo più a prenderli, ognuno andava per conto suo, non eravamo più una squadra. Abbiamo preso tre gol pazzeschi».
LA REAZIONE D'ORGOGLIO - Non tutto è da buttare, però. Serina sottolinea come la squadra, pur stordita, abbia provato a risalire la china, evitando l'imbarcata morale: «Per fortuna poi c'è stata questa minima reazione. È entrato Samardzic con De Ketelaere per fare un po' di calcio. Ho visto un po' di movimenti, abbiamo rivisto Lookman che non è ancora il vero Lookman ma ci vorrà tempo. L'Atalanta qualcosa ha fatto, ha segnato Krstovic per il 3-2, ci ha sperato, abbiamo creato altre grandi occasioni. È legittimo aver perso subendo tre gol, però almeno la reazione finale ti fa dire che non siamo una squadra di morti. Perché tu nel primo tempo fai due gol, prendi un palo e crei altre tre o quattro occasioni. E dalla parte nostra Carnesecchi è senza voto. Se nel quarto d'ora del secondo tempo vediamo cose che non abbiamo mai visto in questa Atalanta... completamente svagati, tra l'altro con tutti gli uomini più esperti in campo».
IL BIVIO CAMPIONATO: PARMA E COMO DECISIVE - Chiosa finale sugli scenari futuri. Con i playoff di Champions ormai certi (ma senza il riposo del passaggio diretto), l'attenzione si sposta drasticamente sul calendario di Serie A: «Allarghiamo l'orizzonte. L'Atalanta come obiettivo aveva quello di andare almeno ai playoff e ci siamo già dalla partita scorsa. Magari fai il miracolo e ribalti una classifica, ma è difficile con la differenza reti che abbiamo, perché è pesante e ti mette in fondo a pari punti con le altre. Quindi giocheremo il playoff. Purtroppo non potremo riposare nel momento in cui sarà importante farlo, ma attenzione: l'importanza di questo riposo perso a febbraio è legata ai risultati delle prossime partite in campionato. Dobbiamo dircelo chiaro. Tra due partite arriva il Parma e devi batterlo. Ma poi se andiamo a Como e perdi, le prime cinque o sei non le prendi più, dobbiamo essere realisti nel dire le cose. A quel punto lì diventerà importante la Champions e la Coppa Italia. Lo sapremo fra 15 giorni, avremo già giocato anche con la Juve, capiremo un sacco di cose. Per adesso pensiamo al Parma da vincere a tutti i costi per provare poi a vincere a Como, altrimenti il campionato è andato e potremmo concentrarci sui playoff. Cosa volete che vi dica?».
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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