L'ex arbitro Luca Marelli analizza a mente fredda la direzione di gara della vibrante sfida tra l'Atalanta e l'Udinese. Ospite negli studi di DAZN, il noto moviolista ha passato sotto la lente d'ingrandimento i due episodi più discussi e controversi del match giocato a Bergamo, spegnendo di fatto le recriminazioni della formazione nerazzurra.

IL TOCCO DI BRACCIO DI MLACIC - Il primo caso preso in esame riguarda il presunto fallo di mano nell'area friulana da parte del difensore Mlacic, situazione che aveva scatenato qualche protesta da parte del pubblico di casa. La lettura dell'esperto, ripresa anche da TMW, non lascia però spazio a interpretazioni: «Si tratta di un episodio molto semplice da valutare. Il tocco di braccio avviene con l'arto molto vicino al corpo. Il posizionamento è del tutto naturale rispetto al movimento dinamico che sta compiendo il giocatore in quel frangente, quindi è stato assolutamente corretto lasciar correre l'azione».

IL VANTAGGIO FRIULANO E IL CASO KOSSOUNOU - Il secondo momento chiave della moviola si concentra sull'azione che ha portato al momentaneo 1-0 della formazione ospite. Anche in questo frangente, Marelli assolve l'arbitro smentendo l'ipotesi di una carica fallosa su Kossounou da parte dell'attaccante avversario: «Ci sono state delle proteste dell'Atalanta per una presunta spinta ai danni del difensore. In realtà, guardando le immagini, Kristensen si limita ad appoggiare le mani sui fianchi, ma non si concretizza mai una spinta vera e propria. È solo un contatto molto leggero, ed è il giocatore nerazzurro a lasciarsi cadere troppo facilmente».

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Sezione: Altre news / Data: Dom 08 marzo 2026 alle 13:30
Autore: Daniele Luongo
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