C'è chi non smette mai di parare. Francesco Toldo ha rispolverato istinto, prontezza e coraggio in una situazione ben lontana dai pali: ieri sera, nel centro di Milano, l'ex portiere della Nazionale ha sventato il furto di una bicicletta, atterrando il ladro e restituendo il mezzo al legittimo proprietario. Un intervento da manuale, esattamente come quelli che per anni gli sono valsi 413 presenze in Serie A tra Fiorentina e Inter.

L'INTERVENTO IN VIA AGNELLO - Erano circa le 20 quando l'ex numero uno, impegnato a parcheggiare lo scooter in via Agnello, si è accorto di una scena sospetta: un ragazzo correva all'inseguimento di un coetaneo in sella a una bici. Toldo lo ha fermato per capire, e la risposta è arrivata in tre parole: «Mi ha rubato la bici». Da lì la reazione, immediata. «Ho capito subito quello che stava accadendo», ha raccontato all'Ansa, spiegando di essere intervenuto «a tutta velocità» e di aver atterrato il ladro con una spinta. La bicicletta è tornata subito al proprietario, tra gli applausi dei passanti.

«NON SONO UN EROE» - Il particolare curioso è che l'ex portiere indossava la divisa da volontario della protezione civile. Oggi responsabile delle Legends nerazzurre, collabora da anni con la Protezione Civile di Milano, e alle lodi ricevute ha risposto con la consueta sobrietà: «Non sono un eroe. Semplicemente ho fatto quello che era giusto fare». Un'attitudine che, come racconta La Gazzetta dello Sport, appartiene all'uomo prima ancora che al calciatore, quello che si è formato in provincia lavorando nella tabaccheria di papà Lorenzo, prima ancora di calcare i grandi palcoscenici.

I VALORI DI SEMPRE - Poco mediatico, per nulla pop, l'ex estremo difensore ha sempre messo al primo posto sacrificio, lealtà e attenzione verso il prossimo. Valori mai smarriti nemmeno dopo il ritiro, quando ha sposato senza esitazioni gli ideali del volontariato: «Il volontariato non si improvvisa, si costruisce insieme», la sua convinzione. E ancora: «Volevo rendermi più utile alla società in cui viviamo», aveva raccontato, ricordando come l'attitudine a dare una mano fosse la stessa già ai tempi in cui difendeva la porta. Un percorso umano che ricorda quello di tanti portieri della sua generazione.

Alla fine, anche i complimenti li ha smanacciati in corner. Perché per Toldo, che a Bergamo i tifosi ricordano bene da avversario nella finale di Coppa Italia del 1996, è cambiato soltanto il ruolo. Non l'uomo.

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Sezione: Altre news / Data: Ven 10 luglio 2026 alle 06:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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