La sfida di domani alla New Balance Arena mette di fronte due squadre che arrivano all’appuntamento da strade molto diverse. Da una parte l’Atalanta, reduce dal pareggio di Pisa in campionato e dalla sconfitta casalinga in Champions League con l’Athletic Club, chiamata a reagire davanti al proprio pubblico per non perdere terreno nella corsa all’Europa. Dall’altra il Parma, che ha ritrovato serenità e continuità di risultati in questo avvio di 2026, allontanandosi dalla zona calda della classifica e presentandosi a Bergamo senza l’assillo del risultato a tutti i costi. A raccontare il momento dei gialloblù e a leggere le chiavi della partita in esclusiva a TuttoAtalanta.com è Tommaso Rocca di ParmaLive, che analizza una gara che si preannuncia intensa e ricca di spunti tattici.
IL MOMENTO DEL PARMA
Come arriva il Parma alla partita con l’Atalanta?
«Il Parma arriva a Bergamo con tanta serenità e la consapevolezza di aver ottenuto in questo inizio di 2026, attraverso una serie di risultati cruciali, un piazzamento che gli consente di guardare al resto della stagione con maggiore tranquillità – confida in esclusiva ai microfoni di TuttoAtalanta.com –. Il margine sulla zona retrocessione è cresciuto grazie a vittorie pesanti, come quella di Lecce, e anche a qualche pareggio, come quello di Sassuolo e quello contro il Napoli. Non solo. Il Parma arriva alla gara con l’Atalanta con una serie di 5 partite imbattuto in trasferta, quindi questo per i gialloblù è sicuramente un momento positivo e di crescita. Il Parma è una squadra che adesso può scendere in campo con un po’ più di leggerezza, puntando a fare lo sgambetto anche all’Atalanta».
All’andata finì in parità. Rispetto a quella gara di agosto, chi è cambiato di più, il Parma o l’Atalanta?
«Penso che la gara di andata non sia particolarmente indicativa su quello che dobbiamo aspettarci domenica perché entrambe le squadre sono cambiate molto. Quella partita era una delle prime di campionato, quindi quel calcio d'estate che, spesso, non dà particolari spunti in vista del resto della stagione. Sicuramente l'Atalanta aveva mostrato qualche punto debole perché aveva sprecato il vantaggio iniziale, non gestendo forse con la maturità necessaria il risultato e facendosi recuperare da un Parma che, allo stesso modo, era molto diverso da quello attuale. Sicuramente il cambio sulla panchina nerazzurra ha dato nuova linfa all'Atalanta, ma anche il Parma ha cambiato modulo e ha ritrovato giocatori importanti che all'andata non aveva potuto schierare: su tutti Ondrejka. Vedremo due squadre diverse da quelle di agosto e quindi il risultato maturato all’andata non ci dice nulla di quello che succederà domenica».
L’Atalanta arriva da due sconfitte pesanti, in Champions e in campionato. A Parma si percepisce un’Atalanta ferita o una squadra che resta superiore a prescindere dal momento?
«Sicuramente l'Atalanta resta favorita nonostante il buon momento del Parma. La crescita della squadra bergamasca sotto la gestione Palladino è sotto gli occhi di tutti. È tornata anche a lottare per le posizioni che competono al valore della rosa nerazzurra e quindi per un piazzamento europeo. Resta nettamente favorita rispetto al Parma, soprattutto in casa. Sicuramente sarà una squadra ferita che, però, secondo me avrà anche fame e voglia di riscatto. Anche nella partita con l’Athletic, comunque, per una buona ora di gioco si è vista una grande Atalanta. Penso che la rabbia e l’amarezza per aver buttato via tre punti saranno un'ulteriore spinta e un’ulteriore motivazione per i ragazzi di Palladino. Il Parma, dal canto suo, arrivando con grande serenità, potrà essere anche un po’ spregiudicato sebbene l'atteggiamento della squadra di Cuesta rimanga quello di una formazione guardinga, che pensa prima a non prenderle rispetto che a darle».
ALLENATORI A CONFRONTO
In panchina due allenatori giovani. Palladino arriva a questa partita dopo un periodo difficile per l’Atalanta, in una piazza che negli ultimi anni si è abituata a vincere. Cuesta, invece, lavora in un contesto più protetto: può essere un vantaggio o un limite nel lungo periodo?
«Sicuramente per Cuesta può essere un vantaggio, anche perché la società ha fatto partire con lui un progetto a lungo termine, conoscendo le difficoltà di questo cammino e dandogli, a mio avviso, anche il tempo necessario per ambientarsi e imporre pian piano il proprio calcio. Lui è stato molto pragmatico, perché ha messo i risultati davanti a tutto, sapendo che non c’è miglior medicina a tutti i mali. Trovandoli i risultati ha trasmesso serenità e consolidato la sua posizione e può costruire per il futuro. Palladino, invece, è arrivato in un contesto dove ci sono maggiori pressioni e aspettative, ma è un allenatore che, pur essendo molto giovane, ha già maturato esperienze sulla panchina della Fiorentina e, ancora prima, su quella del Monza, che ha portato alla conquista della salvezza. Ha già dimostrato di avere carattere e penso possa essere l'uomo giusto per raccogliere un'eredità come quella di Gasperini, autore di una grandissima impresa. Io non credo che in questo momento le due realtà si possano confrontare, perché l'Atalanta ha costruito delle basi solide negli anni, mentre il Parma parte molto più indietro».
TATTICA E UOMINI CHIAVE
Il Parma è una delle squadre che segna meno in Serie A, ma l’Atalanta, in questo momento, non sembra impenetrabile. Pensi che il Parma abbia i mezzi per approfittarne o il problema offensivo è strutturale? E poi, questo Parma poco propositivo è una scelta voluta o un compromesso da rosa?
«Secondo me, le difficoltà del Parma nascono principalmente dall'assenza di qualche pedina in avanti che possa accendere la squadra. Finora è stato Pellegrino a sobbarcarsi il peso dell'attacco e pure con buoni risultati, ma l’attaccante argentino è più un finalizzatore che un uomo da giocate e colpi per rompere gli equilibri. Le difficoltà nascono anche dal fatto che poi Cuesta non ha avuto a disposizione per mesi Ondrejka e Oristanio, che, per caratteristiche, sono gli unici a poter rendere l’attacco gialloblù meno prevedibile. Ha dovuto fare di necessità virtù. Si è concentrato sulla fase difensiva, rendendola un vero punto di forza della squadra, e con una difesa molto solida è riuscito a sopperire a qualche limite in attacco e a portare a casa comunque risultati e punti. Nei suoi piani, però, c'è quello di sviluppare e migliorare il gioco perché rimane un piccolo tallone d'Achille della squadra. Con l'Atalanta dipenderà dall'evoluzione della partita. Il Parma sarà in grado di far male ai nerazzurri soprattutto se riuscirà a recuperare palla in zona avanzata e a non abbassare troppo il proprio baricentro. Dipenderà anche dalla gestione dei momenti».
Contro una squadra come l’Atalanta è più pericoloso sbilanciarsi per cercare il gol o abbassarsi, anche a costo di creare poco?
«Nelle idee del Parma non c'è mai quella di abbassarsi in difesa e schiacciarsi a difesa del risultato. Si è trovato a farlo e l'ha fatto anche molto bene, ad esempio, a Napoli, però non è mai stata una scelta a priori, piuttosto dettata dalle dinamiche della partita. Rischiare troppo, sbilanciandosi in avanti ed esponendosi a qualche contropiede, potrebbe favorire l'Atalanta, perché il Parma può subire il dinamismo e la gamba dei giocatori nerazzurri. Sicuramente i gialloblù avranno dei momenti di sofferenza dove dovranno difendere davanti alla propria area, ma per impensierire e togliere fiducia alla squadra di Palladino sarà importante anche riuscire ad aggredire in alcune fasi. Recuperare palla in avanti e provare a impensierire Carnesecchi».
Chi deve temere l’Atalanta del Parma?
«Ci sono più giocatori che in questo momento stanno facendo la differenza. Uno su tutti a meritare una menzione è Circati, perché il suo rendimento è stato di altissimo livello ed è costantemente tra i migliori in campo. Ovviamente, però, l'Atalanta non può che temere Pellegrino, un attaccante che vicino alla porta sa come far male. Nel gioco aereo ha pochi eguali in serie A ed è un attaccante che in pochi mesi ha dimostrato di essersi ambientato nel calcio italiano e di essere già pronto, secondo me, per un salto di livello. Può far male alla prima vera occasione. Anche se il Parma non dovesse riuscire a costruire tanto, a Pellegrino potrebbe sempre comunque arrivare la palla per punire i nerazzurri».
MERCATO E PROSPETTIVE
C’è un giocatore che «ruberesti» alla squadra nerazzurra o che farebbe comodo al Parma?
«Tutti sarebbe una risposta troppo scontata. Tra le due rose c’è differenza e chiunque dell'Atalanta farebbe comodo al Parma. Concentrandomi sulle esigenze del Parma nel reparto avanzato, idealmente direi De Ketelaere e Lookman. Sarebbero giocatori che svolterebbero il Parma, ma se devo essere più realistico e pensare a giocatori per i quali effettivamente il Parma potrebbe anche fare un tentativo, penso a chi, con l'arrivo di Raspadori, a Bergamo ora potrebbe trovare poco spazio. Quindi Samardzic, ma anche e soprattutto Maldini, che ha giocato poco ultimamente. È un ragazzo giovane e credo che per il suo futuro sia importante giocare con continuità e trovare più spazio e più minutaggio. Il Parma, che tra l’altro sta proprio sta cercando un giocatore in quella zona del campo, questo glielo potrebbe offrire. Per me sarebbe un'operazione che farebbe bene sia al Parma che al giocatore stesso».
Secondo te il Parma guarda a questa partita più come un’occasione o più come una partita da gestire, visto il momento dell’avversario?
«Quando affronti un avversario come l'Atalanta è sempre un'occasione per fare punti perché, per quanto non sia nel suo momento migliore, la differenza di valori tra le due squadre è netta e, in partite come queste, ogni punto conquistato è solo guadagnato».
Tu che partita ti aspetti?
«Mi aspetto una gara diversa dall'andata, anche solo per i ritmi che vedremo in campo. L'intensità sarà ben diversa. A Bergamo c'è un allenatore nuovo, che ha portato la sua filosofia. A Parma c'è un modulo diverso e la squadra è in continua crescita e in evoluzione. Il Parma dovrà cercare di approfittare di tutte le occasioni che avrà per far male all'Atalanta. Sono convinto l'Atalanta farà la partita, mentre il Parma solo in alcune fasi riuscirà a presentarsi in avanti con continuità. Quando lo farà, però, dovrà essere cinico, perché poi ci saranno anche momenti nei quali la squadra di Cuesta dovrà chiudersi in difesa e cercare di arginare gli inserimenti dei giocatori nerazzurri. Secondo me quello che proprio non va fatto è esporsi a eventuali contropiedi rapidi e transizioni della squadra di Palladino, ma non penso che il Parma lo faccia perché finora non ha mai commesso questo tipo di errore».
Ti aspettavi di trovare l’Atalanta in questa posizione di classifica e dove pensi troveremo Atalanta e Parma a fine campionato?
«Penso che questa posizione di classifica sia quella che compete all'Atalanta, perché vedo una squadra leggermente inferiore rispetto alle prime cinque. Sicuramente c'è stato l'exploit del Como che, per il momento, è davanti ai neroazzurri. Si sapeva che questa sarebbe stata una stagione molto complicata per l'Atalanta, in quanto è la prima senza Gasperini. Non mi aspettavo, però, un avvio così complicato come quello che abbiamo visto con Juric, anche se il cambio in panchina ha permesso di ritrovare la squadra che mi aspettavo. Sono convinto che Palladino abbia ritrovato la strada giusta, con l’Atalanta che anche quest'anno dovrà puntare a centrare la qualificazione in Europa. Io vedo una lotta a tre abbastanza serrata tra Como, Atalanta, Bologna per il sesto e il settimo posto. Ci sarà una grande esclusa. Il Bologna potenzialmente ha le qualità per insidiare l'Atalanta, ma vive una fase complicata e per Palladino può essere l'occasione giusta per tenere dietro i rossoblù e riavvicinarsi al Como di Fabregas. Per quel che riguarda il Parma, invece, penso che il cammino intrapreso sia positivo. Mi aspetto la salvezza, magari non all'ultima giornata come l'anno scorso, ma di certo nulla di più».
Atalanta-Parma è una partita che nasce da due stati d’animo opposti: la pressione e la voglia di riscatto dei nerazzurri contro la leggerezza e la fiducia di un Parma in crescita. Se l’Atalanta sarà chiamata a fare la partita, spinta dalla necessità di tornare a vincere, il Parma proverà a sfruttare il momento, affidandosi alla solidità difensiva e alla capacità di colpire nei momenti giusti. In questo equilibrio sottile tra fame di riscatto e serenità ritrovata, come conferma Tommaso Rocca, potrebbe nascondersi la chiave di una sfida tutt’altro che scontata.
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