Una sola stagione, quella 1992-1993, ma abbastanza per conservare ricordi che il tempo non ha cancellato. Stefano De Agostini, centrocampista di quell'Atalanta capace di accendere l'entusiasmo di un'intera città, ha raccontato in esclusiva ai microfoni di TuttoAtalanta.com la Bergamo che riconobbe subito come l'ambiente giusto per lui e un giovane presidente, Antonio Percassi, che non ha mai dimenticato.

Il presidente della sua Atalanta era Antonio Percassi. Conoscendolo, si stupisce della crescita dell'Atalanta sotto la sua guida?
«Era una persona molto sanguigna. Era figo il presidente! Quando entrava nello spogliatoio ci dava una carica enorme. Era uno che aveva la maglietta dell'Atalanta addosso, ci credeva veramente, trasmetteva passione ed entusiasmo. Una persona super. Che potesse fare grandi cose per quella che era l'Atalanta di allora me lo sarei aspettato, ma non fino al punto di trasformarla nella società che è diventata oggi. È un ottimo presidente, questo è indiscutibile, ma all'epoca era davvero difficile immaginare una crescita di queste proporzioni».

Sulla panchina nerazzurra c'era Marcello Lippi, destinato poi a diventare uno degli allenatori più vincenti del calcio italiano. Che ricordo conserva di lui?
«La cosa più bella di Lippi era che non ti metteva mai pressione. Ti faceva stare tranquillo, ti permetteva di giocare con serenità. Noi scendevamo in campo molto sereni e lui contribuiva tantissimo a creare questo clima. Era una delle sue grandi qualità. Sapeva gestire il gruppo e trasmettere tranquillità, mettendo i giocatori nelle condizioni migliori per esprimersi».

Qual è il ricordo più bello della sua esperienza con la maglia dell'Atalanta?
«Sicuramente la vittoria contro la Juventus, quando arrivammo al terzo posto in classifica. In quel momento si poteva toccare con mano l'entusiasmo che si era creato intorno alla squadra. E la Curva dell'Atalanta non devo certo descriverla io. Quello era un momento esplosivo, c'era un'elettricità incredibile nello stadio e noi giocatori la sentivamo tutta. Era impossibile non sentire la Curva atalantina, bisognava essere più che sordi! Quei tifosi sono davvero il dodicesimo uomo in campo. Non so quanti altri momenti simili ci fossero stati prima, ma quello fu qualcosa d'indescrivibile».

Era un'Atalanta lontana anni luce da quella di oggi, ma già capace di far vibrare un intero stadio. E nell'integrale c'è spazio anche per i numeri 10 del calcio moderno, a partire da Raspadori.

LEGGI QUI → L'intervista integrale di Stefano De Agostini ai microfoni esclusivi di TuttoAtalanta.com

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Sezione: Esclusive TA / Data: Sab 10 ottobre 2026 alle 12:00 / Fonte: Claudia Esposito
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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