La tradizione del settore giovanile atalantino affonda le proprie radici molto indietro nel tempo. Nella stagione 1948/49 arrivò il primo scudetto della formazione Ragazzi. La squadra, guidata da Giuseppe Ciatto, riuscì a superare la Lazio nella doppia sfida finale. Quella vittoria fu il punto di partenza di una lunga serie di successi.

GENERAZIONI DI TALENTI - Negli anni successivi il settore giovanile continuò a svilupparsi, conquistando numerosi titoli nelle diverse categorie. Uno dei periodi più significativi arrivò negli anni Novanta, quando una generazione particolarmente ricca di talento riuscì a imporsi a livello nazionale. La squadra allenata da Prandelli comprendeva diversi giocatori destinati a diventare protagonisti del calcio professionistico.

NON SOLO TROFEI - Il valore di un vivaio non può essere misurato soltanto attraverso il numero delle coppe vinte.

Per l'Atalanta, la formazione dei giovani ha sempre avuto un'importanza particolare anche per la possibilità di accompagnare i ragazzi verso la prima squadra o verso altre società professionistiche. Nel corso degli anni sono stati numerosi i calciatori cresciuti a Bergamo che hanno poi costruito carriere importanti.

UNA FILOSOFIA PRECISA - L'esperienza di Mino Favini ha contribuito a rafforzare una filosofia nella quale il talento doveva essere accompagnato dalla crescita personale. Il giovane calciatore doveva imparare a vivere lo sport con serietà, rispettando compagni, allenatori e ambiente.

È anche attraverso questa impostazione che il vivaio nerazzurro è riuscito a mantenere una propria identità nel corso dei decenni. Oggi questa tradizione continua, con nuove generazioni che provano a seguire le orme di chi li ha preceduti.

Sezione: Giovanili / Data: Ven 02 ottobre 2026 alle 12:45 / Fonte: Corriere della Sera - Bergamo
Autore: Daniele Luongo
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