È la notte delle emozioni contrastanti per Nikola Krstović. Da una parte la soddisfazione personale, quella scintilla che ogni attaccante sogna fin da bambino: il primo gol in Champions League, una rete da rapinatore d'area che aveva illuso la New Balance Arena. Dall'altra, l'amarezza profonda per un risultato sfuggito di mano in modo rocambolesco. Ai microfoni ufficiali del club, il numero 9 nerazzurro analizza con onestà la sconfitta contro l'Athletic Bilbao, passando dall'euforia del vantaggio allo smarrimento per quel blackout di dieci minuti che ha compromesso la corsa alla Top 8. Ma nelle sue parole non c'è rassegnazione, solo una gran voglia di trasformare la rabbia in energia positiva in vista della sfida di campionato contro il Parma. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:
Nikola, è una serata dai due volti: c'è la soddisfazione enorme per il tuo primo gol in Champions League, ma resta la grande amarezza per non aver portato a casa il risultato. Qual è il sentimento prevalente nello spogliatoio?
«È difficile descrivere quello che provo. Da un lato sono molto felice a livello personale, perché segnare il primo gol in Champions è un traguardo importante per la mia carriera. Nel primo tempo stavamo benissimo, abbiamo dominato il gioco e ci è mancato solo il secondo gol per indirizzare la partita. Anche i primi dieci minuti della ripresa sono stati perfetti: aspettavamo solo di chiuderla, ma non l'abbiamo fatto. Poi, purtroppo, è successo l'imponderabile: abbiamo preso tre gol in dieci minuti e tutto è cambiato».
Hai parlato di un momento inspiegabile. Cosa è successo esattamente in quella fase centrale del secondo tempo che ha ribaltato l'inerzia del match?
«È stato un vero e proprio blackout mentale di sette o otto minuti. Ci siamo spenti improvvisamente. Dopo aver subito i tre gol abbiamo provato a reagire per cambiare nuovamente la partita, siamo riusciti a fare il 3-2, ma ormai non c'era più tanto tempo. Sono sicuro che se avessimo avuto qualche minuto in più avremmo trovato il pareggio per il 3-3, ma purtroppo ci siamo svegliati troppo tardi».
È difficile trovare le parole giuste dopo una serata così, soprattutto pensando che questa vittoria avrebbe potuto proiettarvi tra le prime otto d'Europa. Come si riparte adesso?
«Sì, è vero, è difficile trovare le parole perché era una grande opportunità per tutti noi di entrare direttamente nelle prime otto, un traguardo che sognavamo. Ma ora non serve piangersi addosso: bisogna andare avanti, bisogna avere la forza di risollevarsi immediatamente. Dobbiamo voltare pagina e focalizzarci sul prossimo obiettivo, andando in campo domenica con la fame giusta per vincere contro il Parma».
Bisogna guardare avanti e trarre insegnamento dagli errori. Si impara anche dalle sconfitte per portare a casa il risultato già domenica prossima in campionato?
«Assolutamente sì. Quest'anno stiamo facendo benissimo, veniamo da ottime prestazioni e tre vittorie recenti, oggi è mancato solo il risultato finale in una partita che per larghi tratti abbiamo controllato. Speriamo e vogliamo fortemente tornare a vincere già domenica a casa nostra, davanti ai nostri tifosi. Dobbiamo trasformare questa delusione in rabbia agonistica».
Krstović archivia la sua "prima volta" in Champions con l'amaro in bocca, ma con la certezza che la strada è quella giusta. Il gol è arrivato, ora serve ritrovare la solidità di squadra per non vanificare quanto di buono costruito finora.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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