Un gol facile solo all'apparenza, un'esultanza rabbiosa sotto la curva e, soprattutto, quei piccoli dettagli che fanno la differenza: chiamare i compagni per soprannome, incoraggiare Zalewski dopo il rigore, guidare il pressing. Giacomo Raspadori non ha avuto bisogno di tempo per calarsi nel mondo Atalanta; sembra esserci nato. Al termine del poker rifilato al Parma, l'ex attaccante del Napoli si presenta ai microfoni di DAZN con la maglia sudata di chi ha corso più di tutti (lo dicono i dati) e il sorriso di chi ha trovato la sua dimensione ideale. Dialogando con lo studio e con Fabio Bazzani, "Jack" analizza la sua prestazione totale, esaltando la duttilità dell'attacco nerazzurro e ringraziando, indirettamente, anche il suo recente passato per una condizione fisica che gli ha permesso di reggere novanta minuti a tutta birra. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:
Giacomo, partiamo dalla felicità pura: il ritorno al gol in Serie A, l'abbraccio dei nuovi tifosi. Ma ciò che ha colpito di più sono i dettagli da leader: chiamavi Zappacosta "Zappa", andavi a rincuorare Zalewski. Sembri esserti calato nel mondo Atalanta in un istante. È stato davvero così naturale?
«Sì, confermo che l'inserimento è stato estremamente semplice, ma il merito è tutto del contesto. Sono stati bravi i miei compagni, lo staff e la società: mi hanno dimostrato fin dal primo istante una positività incredibile e la volontà ferma di avermi qui, facendomi sentire subito importante per la squadra e per il gruppo. Questo per me è stato fondamentale. Inoltre, conoscevo già tanti ragazzi e li stimavo sia come calciatori che come persone, il che ha accelerato tutto. Sono molto contento perché siamo riusciti a offrire una prestazione completa sotto tutti i punti di vista per l'intero arco dei novanta minuti. Era esattamente quello che ci aveva chiesto il mister, quindi dobbiamo essere orgogliosi di questa grande vittoria».
Fabio Bazzani sottolinea la tua duttilità tattica e il dato fisico: sei il giocatore che ha percorso più chilometri. Questo attacco mobile, dove vi scambiate continuamente posizione, sembra esaltare le tue caratteristiche. È questa la vostra forza?
«Intanto ringrazio per i complimenti. Assolutamente sì, la tipologia di richieste del mister porta noi attaccanti a dover essere sempre utili e a dover trovare gli spazi in maniera non convenzionale. Sappiamo quanto sia cruciale, in questo sistema di gioco, il nostro lavoro sia in fase di possesso che, soprattutto, senza palla. Per un giocatore con le mie caratteristiche, avere la libertà di svariare e andare a cercare la zona di campo libera è l'ideale per esprimersi al meglio. Poi, ovviamente, c'è la bravura dei compagni: oggi Nicola (Krstovic, ndr) mi ha servito una palla straordinaria. Non capita sempre di fare un gol a porta vuota, quindi il primo ringraziamento va a lui. Sono davvero felice di aver ritrovato il campo per novanta minuti: mi mancava questa continuità. Probabilmente la grande voglia di giocare mi ha fatto andare anche oltre i miei limiti fisici attuali, ma sono contento di aver retto fino alla fine».
A proposito di tenuta fisica: sei mesi di allenamenti con il "Cholo" Simeone a Napoli ti hanno lasciato un bel motore nelle gambe...
«(Sorride, ndr) Assolutamente sì, questo è innegabile. Sono stato allenato alla grande nei mesi scorsi e sicuramente quel lavoro ha inciso molto sulla mia condizione attuale».
Raspadori archivia la prima da titolare con la certezza di essere nel posto giusto al momento giusto. L'Atalanta ha trovato non solo un bomber, ma un giocatore totale capace di unire qualità tecnica e spirito di sacrificio. La "cura" Bergamo ha già iniziato a fare effetto.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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