Il calcio sa essere crudele, e Gianluca Scamacca lo ha imparato a sue spese in una notte che prometteva gloria e si è trasformata in incubo. Il centravanti azzurro, tornato al gol con una zampata da predatore che aveva illuso la New Balance Arena, si è ritrovato a commentare una sconfitta bruciante ai microfoni di Sky Sport. L'Atalanta, bella e sprecona per quarantacinque minuti, si è sgretolata di fronte al cinismo dell'Athletic Bilbao, passando dal possibile raddoppio al crollo verticale nel secondo tempo. Nelle parole del numero 9 nerazzurro non c'è spazio per giustificazioni, ma solo per una lucida autocritica: la consapevolezza che in Europa i dettagli fanno la differenza e che la mancanza di "killer instinct" è un lusso che non ci si può permettere. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:
Gianluca, il blackout che ha sconvolto la vostra serata è difficile da spiegare. Avevate la partita in pugno, l'occasione per il raddoppio è sfumata e al primo gol subito siete crollati. Qual è la tua spiegazione per quanto accaduto?
«La lettura purtroppo è semplice: abbiamo costruito tantissimo, avuto numerose occasioni per siglare il secondo gol e chiudere i conti, ma non le abbiamo sfruttate. Loro, al contrario, hanno avuto mezza occasione, forse due o tre situazioni potenziali in tutto, e sono stati decisamente più bravi e cinici di noi nel concretizzarle. Questa è la dura legge della Champions League: se non uccidi la partita, vieni punito. Sicuramente dobbiamo imparare da questa serata e farne tesoro».
Billy Costacurta da studio sottolinea un paradosso: l'Atalanta crea una mole di gioco entusiasmante, specialmente nel primo tempo, ma realizza troppo poco rispetto a quanto produce. Tu fai il tuo dovere segnando, ma senti che questo difetto di concretezza sia una responsabilità condivisa dall'attacco?
«(Sorride, ndr) Mi strappate un sorriso amaro, ma è la verità. Sicuramente quando una squadra produce una tale mole di gioco e noi lì davanti non riusciamo a concretizzare, dobbiamo assumerci le nostre colpe e responsabilità. Penso che quando perdi una partita del genere, le cause vadano ricercate in una mancanza di lucidità o forse in un attimo di calo dell'attenzione. A questi livelli, se molli la presa anche per un secondo, gli avversari sono più bravi di te e ti castigano. Billy ha ragione, lui di Champions ne ha giocate tante e sa che funziona così».
Analizzando il primo tempo dominato, anche noi da fuori abbiamo avuto l'illusione che la strada fosse in discesa. Avete avuto anche voi in campo la percezione che la pratica potesse essere più facile del previsto?
«Facile no, in Champions nulla è facile o scontato. Però sicuramente nel primo tempo abbiamo avuto la netta sensazione di essere in totale controllo della gara. Poi nella ripresa qualcosa si è inceppato: forse siamo calati fisicamente, non saprei dirlo con certezza a caldo, ma è evidente che non riuscivamo più a trovare quelle linee di passaggio e quelle giocate fluide che ci venivano naturali nei primi quarantacinque minuti. Probabilmente il calo fisico ha inciso sulla lucidità delle scelte».
A inizio ripresa Valverde ha inserito Sancet, il loro uomo di maggior qualità, cambiando l'inerzia del match. C'è stato un allarme tattico o una contromisura specifica per arginare i suoi inserimenti, oppure il problema è stato altrove?
«Noi avevamo preparato la partita prevedendo anche la loro disposizione a quattro, quindi eravamo teoricamente pronti a questo tipo di cambio tattico e all'ingresso di un giocatore come lui. Non credo sia stato un problema di sorpresa tattica. Ripeto, il rimpianto è tutto nostro: abbiamo avuto tante occasioni, tante situazioni favorevoli dove potevamo e dovevamo fare meglio. Purtroppo non le abbiamo sfruttate e ora ne paghiamo le conseguenze».
Un Gianluca Scamacca che non si nasconde, dunque. Il gol personale resta una magra consolazione in una serata che serve da severa lezione: per sedersi al tavolo delle grandi d'Europa, la bellezza non basta. Serve il cinismo. E ora testa alla prossima battaglia, perché il margine di errore si è azzerato.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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