Oggi guida il Villa Valle in Serie D con l'ambizione di chi non ha mai smesso di studiare calcio, ma lo sguardo di Marco Sgrò sull'Atalanta resta quello attento e appassionato di chi quei colori li ha cuciti addosso. Intervenuto in esclusiva ai microfoni di TuttoAtalanta.com, l'ex "architetto" del centrocampo nerazzurro analizza il cambio in panchina che ha segnato la stagione della Dea, non risparmiando una critica amara e diretta alle dinamiche che regolano il mercato degli allenatori in Italia.

Di Palladino cosa ne pensi? «Mi piace. È un buon allenatore. Ha empatia con i giocatori. Juric sapevo che caratterialmente era un tedesco. Ha le sue idee e va per la sua strada, ma quando lavori con un gruppo, devi anche saper parlare con i giocatori. E Palladino lo sa fare».

Tu avevi già affrontato questa questione la scorsa estate affidandoti a un post sui tuoi canali social. Ti riferivi anche a Juric? «A Juric, a me stesso e più in generale al sistema. Sono tre anni che faccio i playoff. Juric arrivava da tre esoneri. Non solo trova sempre squadra, ma anche sempre di meglio. Come può funzionare un sistema così? La meritocrazia non esiste proprio. Nemmeno in serie B o C. Ci sono allenatori che fanno male e trovano comunque sempre squadra. Io al Villa Valle mi trovo davvero benissimo, sono contento di quello che abbiamo costruito, ma non escludo in futuro un salto di categoria. Credo sia normale ambire sempre a qualcosa in più».

Un giudizio netto che intreccia l'analisi tattica a quella umana: se da un lato la "cura Palladino" sembra aver riportato serenità nello spogliatoio grazie al dialogo, dall'altro resta il rammarico per un sistema calcio dove i risultati sul campo, spesso, contano meno delle relazioni.

LEGGI QUI - L’intervista integrale di Marco Sgrò ai microfoni esclusivi di TuttoAtalanta.com

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Sezione: Interviste / Data: Gio 15 gennaio 2026 alle 12:00 / Fonte: Claudia Esposito
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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