C'è un misto di incredulità e rabbia nelle parole di Davide Zappacosta. L'esterno nerazzurro, uno dei veterani dello spogliatoio, si presenta ai microfoni ufficiali del club con il volto segnato da una serata che definire "surreale" è quasi un eufemismo. L'Atalanta, padrona del campo e del proprio destino per quasi un'ora, si è dissolta nel nulla in dieci minuti di follia, compromettendo la qualificazione diretta agli ottavi di Champions League. Zappacosta non cerca scuse tattiche o sfortuna, ma punta il dito dritto contro la fragilità mentale della squadra: un vizio ricorrente – quello di crollare dopo aver subito una rete – che a certi livelli diventa una condanna inappellabile. La sua analisi è un atto d'accusa lucido verso la mancanza di maturità gestionale in un momento in cui, anche sull'1-1, la Dea aveva ancora tutte le carte in regola per portare a casa l'obiettivo. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:

Davide, è difficile persino trovare le parole per commentare questa serata. Da fuori la sensazione è quella di una partita surreale: dominata a lungo e poi persa in modo rocambolesco. Tu dal campo come l'hai vissuta?
«È veramente un peccato enorme, la sensazione di surrealismo è la stessa che abbiamo provato noi in campo. Mentre giocavamo, avevamo la netta percezione di poterla non solo vincere, ma di poter segnare più di un gol e chiudere la pratica. Poi, però, è arrivato quel lancio lungo, quel gol nato da una sorta di contrasto, e da lì si è spenta la luce. Abbiamo avuto dieci minuti di sbandamento totale: abbiamo perso le misure, le distanze e abbiamo concesso altre due occasioni su situazioni particolari che loro hanno trasformato in gol. Fa male perché l'atteggiamento iniziale era quello giusto: sapevamo l'importanza della posta in palio e anche nel secondo tempo eravamo rientrati bene. C'è tantissimo rammarico per come è finita».

Cosa è scattato nella testa della squadra? Sull'1-1 eravate ancora pienamente in partita, virtualmente ancora nelle prime otto d'Europa. Perché quel crollo verticale?
«Il rammarico più grande è proprio questo. Credo che, a essere onesti, non ci sia stata tantissima maturità da parte nostra nella gestione dell'imprevisto. Purtroppo ci è già successo in passato: subiamo un gol e nel giro di dieci minuti crolliamo psicologicamente, prendendone altri due o tre in sequenza. Per una squadra del nostro livello, con la nostra esperienza, è una cosa veramente assurda e inaccettabile. Dobbiamo cercare assolutamente di migliorare sotto questo aspetto mentale, perché anche dopo aver subito il pareggio la partita era apertissima: l'1-1 era ancora un ottimo risultato per la classifica e c'era tanto tempo per vincerla. Buttare via le partite e le qualificazioni così è davvero un peccato mortale».

Adesso non c'è tempo per piangersi addosso: bisogna voltare pagina immediatamente.
«Sì, non abbiamo alternative. Tra pochi giorni ci aspetta una partita di campionato molto importante e delicata contro il Parma. Dobbiamo cercare di dare continuità ai risultati dopo il pareggio di Pisa, perché in Serie A siamo un pochino in ritardo sulla tabella di marcia. Ce la metteremo tutta per risalire la classifica, consapevoli che non sarà una partita semplice. Dobbiamo cancellare questi dieci minuti di follia, voltare pagina e prepararci al meglio per riscattarci subito».

Zappacosta suona la sveglia: il talento non basta se non è supportato dalla tenuta nervosa. L'Atalanta deve imparare a incassare i colpi senza andare al tappeto, perché la stagione entra nel vivo e i bonus errore sono finiti.

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Sezione: Interviste / Data: Gio 22 gennaio 2026 alle 01:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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