Roma-Atalanta è l'esame che vale una candidatura: i due 4-0 rifilati a Fiorentina e Lecce restano indizi, la conferma può arrivare soltanto da una serata come questa. Ai giallorossi non serve una goleada, basta un successo qualsiasi per spegnere ogni residua diffidenza sulle loro ambizioni di vertice. E il test passa da alcuni duelli precisi.
COME SI FERMA MALEN - Il rompicapo che accompagnerà tutte le difese del campionato fino a maggio ha un nome solo. I numeri dell'olandese sono impietosi: diciannove reti nelle venti gare di Serie A disputate da gennaio in avanti, praticamente un gol a partita. La ricetta teorica è una sola, anticiparlo, ma tradurla in pratica è tutt'altra faccenda. Il compito toccherà a Odilon Kossounou e Giorgio Scalvini, la coppia centrale bergamasca. L'attaccante costruisce tutto sul primo metro di accelerazione, quel frammento in cui guadagna il vantaggio di tempo e spazio che poi nessuno recupera: il difensore azzurro non è un velocista, e sulla panchina di casa lo sanno benissimo. Aggiungiamoci la specialità della casa, i palloni sporchi e i rimpalli, terreno su cui l'olandese non concede errori.
DYBALA, IL DUBBIO DELLA VIGILIA - Alle sue spalle si muove Paulo Dybala, il regista offensivo che dà senso a tutto il meccanismo. Ma la fragilità muscolare dell'argentino è tornata a farsi sentire e la sua presenza non è affatto garantita. Non è una novità: nella scorsa stagione il numero ventuno ha collezionato appena 1356 minuti complessivi, una media di trentasei a giornata. A quasi trentatré anni, la sua gestione è ormai a intermittenza.
MORA, IL DIECI MODERNO - In caso di forfait, le chiavi passerebbero a Rodrigo Mora, che comunque dovrebbe scendere in campo: senza l'argentino, però, sarebbe lui a doversi occupare dei collegamenti con il centravanti. Il portoghese è un trequartista contemporaneo, di quelli che lavorano anche senza pallone, e questo dettaglio peserà: con due sistemi diversi a confronto, gli ospiti disporranno di una superiorità numerica teorica in mezzo al campo, tre contro due. Sarà compito suo e di Matias Soulé raddoppiarsi per pareggiare il conto, e l'attitudine al ripiegamento il ragazzo l'ha già mostrata.
FASCE, ROWE E DE KETELAERE - Sulla corsia mancina nerazzurra sono in tre per una maglia: nell'ordine Eljif Elmas, Jonathan Rowe e Giacomo Raspadori. L'inglese, rapido e capace di saltare l'uomo, era finito nel mirino giallorosso a inizio estate e per caratteristiche avrebbe sposato bene il calcio di casa – come analizza La Gazzetta dello Sport – e in ogni caso rappresenterebbe una prova impegnativa per Emanuele Lulli, diciannovenne rivelazione dell'avvio di stagione capitolino. Sul versante opposto, il duello tra il belga e il laterale brasiliano può spostare gli equilibri: Charles De Ketelaere non attraversa il momento migliore, ma resta un giocatore la cui incidenza tra gol, assist e giocate viene spesso sottovalutata.
DE ROON E KESSIÉ, LE CARTE COPERTE - Occhio infine a chi può entrare a partita in corso. Marten de Roon era il prolungamento in campo del pensiero del suo allenatore ai tempi orobici, e non stupisce che sia stato richiesto con insistenza: Bryan Cristante e Manu Koné restano intoccabili, ma nessuno padroneggia quei codici come l'olandese. Dall'altra parte Kessié è tornato a Bergamo forte del Mondiale disputato con la Costa d'Avorio, portando fisicità, qualità in distribuzione e capacità di inserimento. Il primo può dare equilibrio, il secondo può dare energia.
DUE ALLENATORI, DUE STRADE - Sul piano delle idee, infine, la distanza si è persino allargata. Gian Piero Gasperini non ha rinunciato di un centimetro al proprio calcio d'attacco, semmai lo ha affinato fino a portarlo all'estremo. Maurizio Sarri, invece, ha innestato dosi consistenti di prudenza nella visione che lo rese celebre a Napoli: non necessariamente un difetto, ma il segno che i due non appartengono più alla stessa famiglia.
Novanta minuti, dunque, per capire se i sospetti sulla capolista corrispondono al vero. La risposta è attesa stasera all'Olimpico.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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