L'esordio mondiale di Cristiano Ronaldo non ha avuto nulla dell'extraterrestre che in tanti si aspettavano di ammirare. A Houston il Portogallo si è fatto fermare sull'1-1 dalla Repubblica Democratica del Congo, e il fuoriclasse lusitano ha chiuso una serata da dimenticare con un'uscita gelida dalla zona mista.

L'USCITA GELIDA - Ad attenderlo, nella pancia dello stadio, tre cronisti giapponesi in maglia lusitana, microfono pronto e tanta speranza. Illusi: Cristiano è sfilato via senza una parola, nervoso e contrariato, scortato dall'ufficio stampa e da Rúben Neves. Del resto è cosa nota: quando pareggia, perde o disputa una brutta gara, il portoghese non è mai di buon umore.

IL DUE IN PAGELLA - I numeri raccontano una prova spenta: tre conclusioni, nessuna nello specchio, appena 25 palloni toccati e nemmeno un dribbling portato a termine, oltre a un'occasione pulita sottratta al destro di Bruno Fernandes. Sui social c'è chi lo difende e chi, invece, lo inchioda: «Non corre, cammina». Restano i suoi due volti: da un lato i record — secondo giocatore di movimento più anziano di sempre a un Mondiale, unico insieme a Lionel Messi ad aver disputato almeno un minuto in sei edizioni —, dall'altro il peso dell'età. Il quotidiano A Bola lo ha liquidato con un 2 in pagella, e durissimo è stato anche Thierry Henry: «Si mette sulla traiettoria e nega a Bruno la possibilità di segnare». Rivedendo l'azione, in effetti, Cristiano arretra invece di attaccare il primo palo, togliendo al compagno il tempo per colpire: una prestazione lontana dai veri mattatori di questo avvio di Mondiale.

LO SNOBBA PURE IL CONGO - A pungere è arrivato persino l'avversario. Ngal'ayel Mukau, centrocampista ventiduenne, ha ammesso senza giri di parole – come riferisce La Gazzetta dello Sport – di non aver preparato nulla di speciale per lui: «Sappiamo che non è più quello di una volta, è un po' più vecchio». Parole che pesano, dette da un ragazzo nato pochi mesi dopo la finale dell'Europeo 2004 persa proprio da Cristiano contro la Grecia.

E ORA L'UZBEKISTAN - Il dato che inquieta il Portogallo è impietoso: un solo gol nelle ultime undici gare tra Europeo e Mondiale, su rigore contro il Ghana nel 2022. Eppure una sua esclusione contro l'Uzbekistan di Fabio Cannavaro — in programma a Houston il 23 — resta tra l'improbabile e l'impossibile. Un precedente, però, esiste: negli ultimi cinque anni in nazionale è finito in panchina appena quattro volte, due delle quali all'ultimo Mondiale, quando Fernando Santos lo lasciò fuori contro Svizzera e Marocco. Cristiano non la prese affatto bene, il Portogallo salutò la rassegna contro Yassine Bounou e compagni, e il ct se ne andò cinque giorni dopo. Rinunciarvi, insomma, porta con sé più di un grattacapo: le alternative di Roberto Martínez avrebbero i nomi di Gonçalo Ramos e João Félix, ma in un Mondiale che non sta facendo sconti ai grandi nomi, là davanti ci sarà ancora lui.

Il messaggio è chiaro: finché potrà, Ronaldo non lascerà ad altri il centro della scena. Anche quando la scena, come a Houston, sembra volergli voltare le spalle.

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Sezione: Mondiali 2026 / Data: Ven 19 giugno 2026 alle 08:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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