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La suggestiva e temibile cornice dell'Allianz Arena è pronta a ospitare l'ultimo atto degli ottavi di finale di Champions League tra il Bayern Monaco e l'Atalanta. A suonare la carica per la retroguardia nerazzurra, chiamata a un'impresa d'orgoglio dopo il pesante passivo dell'andata, ci ha pensato Isak Hien. Presentatosi in conferenza stampa nel ventre dell'impianto tedesco, il difensore ha analizzato l'imminente scontro europeo, dimostrando una freddezza glaciale e un'assoluta concentrazione.
IL DUELLO CON L'URAGANO INGLESE - Affrontare uno degli attaccanti più letali e implacabili dell'intero panorama calcistico mondiale non sembra spaventare minimamente il possente centrale scandinavo. Interrogato sull'imminente e affascinante faccia a faccia con Harry Kane, il baluardo difensivo a disposizione di Raffaele Palladino ha ribadito come l'approccio mentale e la solidità di reparto restino i fattori chiave per arginare l'offensiva avversaria: «Sarà senza dubbio un grande duello, ma onestamente cambierà poco nel mio modo di interpretare la gara. La nostra priorità assoluta è semplicemente quella di farci trovare pronti a ogni evenienza, rimanendo focalizzati dal primo all'ultimo minuto».
LA CRESCITA COSTANTE E IL GRANDE SALTO - L'evoluzione tattica e tecnica del giocatore nel corso delle ultime stagioni è sotto gli occhi di tutti, trasformandolo in un perno imprescindibile e in una certezza per la squadra. Rispondendo a una precisa domanda sul suo definitivo processo di maturazione lo svedese ha preferito mantenere il consueto profilo basso, concentrandosi esclusivamente sulla cultura del lavoro: «Sono consapevole di essere migliorato molto in questi anni, ma la mia mentalità mi impone di ragionare sempre e solo partita dopo partita. Sono fatto così di carattere. Adesso l'unico pensiero che abbiamo in testa è quello di scendere in campo per affrontare alla grande la gara di domani, dando il massimo per questa maglia».
LA SPINTA DI MILANO - Il punto strappato nella bolgia di San Siro non rappresenta solo un mattoncino per la classifica, ma un vero e proprio propulsore emotivo in vista degli impegni continentali. Il difensore svedese non nasconde l'importanza dell'ultima prestazione in campionato per il morale della truppa: «È un pareggio che ci ha infuso un'energia straordinaria. Scontrarsi con una corazzata come l'Inter è sempre un compito ingrato, ma siamo pienamente soddisfatti del risultato ottenuto e fermamente determinati a proseguire su questa strada».
SETE DI RISCATTO - Il ricordo del primo round europeo brucia ancora, ma il fuoco della delusione si è rapidamente trasformato in motivazione pura per il faccia a faccia contro il Bayern Monaco. Alla domanda sulla voglia di rivalsa dello spogliatoio, il centrale scandinavo risponde senza mezzi termini, suonando la carica: «Ne abbiamo moltissima - spiega Hien -. L'unico nostro obiettivo è riscattarci a tutti i costi, dimostrando di aver fatto tesoro degli errori e delle dinamiche che ci hanno penalizzato nel match d'andata».
IL FATTORE DEA - Il percorso di crescita individuale viaggia di pari passo con la vertiginosa ascesa del collettivo nerazzurro. Indossare questa maglia ha rappresentato uno snodo cruciale per la carriera del giocatore, che riconosce i meriti dell'ambiente nel suo processo di maturazione tecnica e mentale: «Questa realtà mi sta aiutando tantissimo. Da quando sono all'Atalanta sono cresciuto in modo esponenziale e potermi togliere la soddisfazione di calcare il prato di stadi così prestigiosi è un premio bellissimo per il lavoro svolto finora».
LA RICETTA PER L'IMPRESA - L'avvicinamento a una notte di Champions League di tale caratura contro i bavaresi non ammette esitazioni o paure reverenziali. La strategia per tentare il colpo grosso passa prima di tutto dalla testa e dal senso di appartenenza al club: «Seguendo esattamente la linea tracciata dal mister, abbiamo il dovere di affrontare questa prova mettendo in campo un orgoglio smisurato. Domani sera getteremo il cuore oltre l'ostacolo, dando il massimo dal primo all'ultimo secondo», sottolinea il difensore nerazzurro.
IL SEGRETO SULLA LAVAGNA - C'è un retroscena affascinante che svela molto dell'anima di questa squadra, legato a doppio filo alla celebre lavagna motivazionale introdotta nello spogliatoio dal tecnico. Interrogato su quale fosse stata la sua scelta in quell'esercizio di condivisione, il centrale svedese svela il suo credo: «Ho scelto di scrivere la parola gruppo. È l'essenza esatta di ciò che si respira qui: un collettivo che sputa sangue e dà l'anima a prescindere da come finisca la partita». Una consapevolezza che affonda le radici nel suo recente passato da avversario: «Già ai tempi in cui vestivo la maglia del Verona, l'impressione netta era che contro questa squadra fosse obbligatorio lottare alla morte su ogni singolo pallone per sopravvivere. Oggi provo un orgoglio immenso nel fare parte di questa battaglia dalla parte giusta della barricata».
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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