Mentre Giacomo Raspadori atterrava a Bologna con il sorriso di chi ha appena scelto di sposare un progetto solido, in tv andava in scena un film diverso. Un film in bianco e nero, forse una replica di dieci anni fa. Sentir definire l'Atalanta una "scelta di basso profilo", paragonabile a un ritorno alla dimensione Sassuolo, ha fatto saltare sulla sedia più di un tifoso nerazzurro. E a ragione.

L'opinionista Sandro Sabatini, dagli studi di Sport Mediaset, ha liquidato la scelta di "Jack" con un paragone cinematografico alla Checco Zalone ("voleva il posto fisso") e una stoccata che sa di scarsa conoscenza della geografia calcistica attuale. Dire che preferire l'Atalanta alla Roma (che offriva un prestito, mentre i Percassi hanno messo sul piatto l'acquisto definitivo) sia una mancanza di ambizione, significa ignorare la realtà. Significa non aver aggiornato le mappe: oggi Bergamo non è più la provincia che lotta per salvarsi, è una realtà che si gioca l'accesso diretto agli ottavi di Champions League.

Ambizione vs Precariato: la lezione di Bergamo. La verità è che Raspadori non ha scelto il "posto fisso" inteso come stipendio garantito senza sforzi. Ha scelto la stabilità di una Società che, quando punta un giocatore, lo fa per valorizzarlo, non per "noleggiarlo" sei mesi in attesa di tempi migliori. Se Roma, Napoli e Lazio sondavano il prestito e l'Atalanta ha comprato, la differenza non è nell'ambizione del giocatore, ma nella potenza e nella chiarezza del club, conti e bilanci alla mano.

I Social sono esplosi e la nostra redazione è stata inondata di messaggi: il paragone con il Sassuolo (con tutto il rispetto per la storia neroverde) è sembrato ingeneroso e fuori tempo massimo. Raspadori lascia l'Atletico Madrid non per "accontentarsi", ma per essere protagonista in una squadra che in Europa ci sta, e ci sta da grande. Se questa è una scelta provinciale, allora evviva la provincia.

Jack è già carico: "Ambizione grandissima". La risposta migliore, comunque, l'ha data proprio lui. Appena sbarcato a mezzanotte a Bologna, intercettato da Sportitalia, Raspadori aveva gli occhi di chi non vede l'ora. Niente polemiche, solo fatti: «Sono motivatissimo». E alla domanda sul perché dell'Atalanta, ha usato una parola che stride con le analisi televisive: "Ambizione". Ha scelto Bergamo per riconquistare la Nazionale e perché qui c'è un progetto che non vive di prestiti, ma di costruzione.

Tra qualche ora in mattinata le visite mediche, poi la firma. Jack è pronto a mettersi agli ordini di Palladino. Tra una chiacchera e l'altra, noi ci prendiamo il giocatore, il "posto fisso" in Europa e, si spera, tanti gol. Benvenuto a bordo, Jack.

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Sezione: Primo Piano / Data: Mer 14 gennaio 2026 alle 01:30
Autore: Lorenzo Casalino / Twitter: @lorenzocasalino
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