C'è un'espressione antica che calza a pennello per la notte di Bergamo: un "quarto di nobiltà". Si usa quando il blasone si mescola alla tensione, quando la posta in palio non è solo un passaggio del turno, ma la legittimazione di un'intera stagione. Atalanta contro Juventus è la classica sfida senza appello: chi vince festeggia e sogna, chi perde è costretto a spiegare i perché di un fallimento. Ma stasera, alla New Balance Arena, c'è molto di più in ballo. C'è la voglia di riscrivere la storia recente, di curare quella ferita sempre aperta delle tre finali perse (2019, 2021, 2024), due delle quali proprio per mano della Vecchia Signora. Per Raffaele Palladino e i suoi ragazzi, spingere fuori dalla competizione i bianconeri già in inverno non sarebbe solo una vittoria, ma un atto di giustizia sportiva, il primo passo verso quel trofeo che manca dal lontano 1963 e che darebbe un senso compiuto al cammino nerazzurro.

LA NUOVA PELLE DELLA DEA: VIA GLI ESUBERI, DENTRO LA QUALITÀ - La squadra che scenderà in campo stasera ha un volto nuovo, ridisegnato dal mercato di gennaio - presenta il quarto di finale La Gazzetta dello Sport. Non c'è più Ademola Lookman, il cui addio segna la fine di un'era, e sono partiti anche Daniel Maldini e Brescianini. La rosa è meno "extralarge" ma, nelle intenzioni del tecnico, più funzionale e letale. Palladino, che in carriera ha già dimostrato di saper mandare al tappeto le grandi (lo faceva a Monza, si è ripetuto a Firenze), ha preparato l'abito di gala per la grande occasione. Sotto i riflettori ci sarà il tridente delle meraviglie: Giacomo Raspadori e Charles De Ketelaere agiranno alle spalle di Gianluca Scamacca. È la prima vera notte da protagonista per "Jack", chiamato a non far rimpiangere il nigeriano e a garantire quell'equilibrio e quell'adrenalina necessari per scardinare la difesa avversaria.

SPALLETTI SENZA L'"ALIENO": YILDIZ RIPOSA - Sull'altra sponda, la Juventus arriva a Bergamo con un organico ritoccato (dentro gli ex "nerazzurri" o obiettivi mancati come Emil Holm e Jeremie Boga) ma senza un vero numero 9 di peso capace di fare a sportellate. La notizia più rilevante, però, è l'assenza annunciata dall'undici titolare di Kenan Yildiz. Luciano Spalletti ha deciso di rinunciare al suo "alieno", vittima di un affaticamento muscolare frutto di quasi 3000 minuti giocati a ritmi folli. Il talento turco partirà dalla panchina, preservato forse anche in vista della sfida di campionato contro la Lazio. Un vantaggio tattico che l'Atalanta dovrà essere brava a sfruttare, aggredendo una Juve orfana della sua luce più brillante.

DUELLI, RIGORI E L'OBIETTIVO SEMIFINALE - Sarà una partita a scacchi, ma giocata a velocità supersonica. Da una parte Palladino, che non specula mai e cerca sempre il dominio; dall'altra Spalletti, che ha rimesso ordine dopo il caos delle gestioni precedenti (Motta, Tudor) e cerca conferme attraverso il possesso e i movimenti codificati. I nerazzurri si affidano alle invenzioni di CDK per indirizzare il copione, i bianconeri sperano negli inserimenti di McKennie. Se al 90' regnerà l'equilibrio, si andrà alla lotteria dei rigori. Ma nessuno vuole arrivarci. L'obiettivo è chiudere la pratica prima e regalarsi una semifinale (andata e ritorno) contro la vincente di Bologna-Lazio. Un ostacolo alla volta, ma con la consapevolezza che stasera, a Bergamo, passa un treno che porta dritti verso la felicità.

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Sezione: Primo Piano / Data: Gio 05 febbraio 2026 alle 07:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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