Le richieste della Serie A erano già note prima del terzo Mondiale consecutivo mancato e delle dimissioni del presidente FIGC, Gabriele Gravina. Si tratta di interventi ritenuti fondamentali per rilanciare l’attrattività del campionato e migliorare la competitività delle squadre italiane in Europa, in difficoltà ormai da diversi anni.

Da tempo i club cercano un dialogo concreto con il Governo, su più fronti. Il calcio, infatti, rappresenta un settore centrale per il Paese: per ogni euro investito dallo Stato si genera un ritorno fiscale e previdenziale pari a circa 20,5 euro. Proprio per questo, le società chiedono un’attenzione adeguata, simile a quella riservata ad altri ambiti come il cinema.

Il nuovo presidente della FIGC sarà quindi chiamato a tornare a chiedere sostegno. Tra le priorità c’è il finanziamento di vivai e infrastrutture: in questo senso si propone il riconoscimento del cosiddetto “diritto d’autore” sulle scommesse, pari all’1% delle giocate, da destinare a chi organizza gli eventi sportivi. Una misura che, secondo i club, non avrebbe alcun impatto diretto sui cittadini.

Inoltre, si ritiene necessario rivedere il Decreto Dignità, che finora non ha ridotto il fenomeno del betting illegale, ma anzi lo avrebbe favorito. Infine, vengono richiesti incentivi economici, come il Tax Credit, per sostenere gli investimenti nei settori giovanili italiani e nella costruzione o ammodernamento degli stadi.

Sezione: Serie A / Data: Lun 13 aprile 2026 alle 08:00 / Fonte: La Gazzetta dello Sport
Autore: Daniele Luongo
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