Il profumo della salvezza inebria il catino incandescente dello stadio Luigi Ferraris. In uno snodo vitale per le sorti della bassa classifica, il Genoa compie il passo forse decisivo verso la permanenza matematica in Serie A, superando per 2-1 il Sassuolo al termine di un confronto vibrante, spigoloso e ricco di clamorosi colpi di scena. Tre punti dal peso incalcolabile per la formazione ligure, che si allontana dalle zone paludose della graduatoria, condannando al contempo gli emiliani a un prolungato e drammatico patema d'animo in vista del rush finale.
LE SCELTE TATTICHE - Sulle panchine le strategie sono delineate con estrema chiarezza fin dal riscaldamento. Il tecnico di casa Daniele De Rossi lancia dal primo minuto la fantasia di Tommaso Baldanzi in coppia con Vitinha per innescare la fisicità del centravanti Lorenzo Colombo. A protezione dell'estremo difensore Justin Bijlow, il pacchetto arretrato è presidiato da Alessandro Marcandalli, Leo Ostigard e Johan Vasquez. In mezzo al campo, muscoli e geometrie sono affidati a Ruslan Malinovskyi e Morten Frendrup, supportati sugli esterni dal dinamismo di Mikael Ellertsson e Stefano Sabelli. Sull'altro versante, l'allenatore neroverde Fabio Grosso risponde con uno spregiudicato 4-3-3: davanti ai guantoni di Arijanet Muric, agiscono i centrali Jay Idzes e Tarik Muharemovic, coadiuvati da Sebastian Walukiewicz e Josh Doig sulle corsie esterne. In mediana l'esperienza di Nemanja Matic è scortata da Kristian Thorstvedt e Kouadio Koné, mentre il tridente d'attacco vede Domenico Berardi e Armand Laurienté ai lati di Andrea Pinamonti.
IL SINISTRO CHE SPACCA L'EQUILIBRIO - L'approccio dei padroni di casa è arrembante, costringendo subito la retroguardia ospite agli straordinari. Il veemente forcing iniziale del Grifone viene però bucato da due velenose ripartenze emiliane: prima Doig spaventa la gradinata con un missile impreciso dalla distanza, poi Pinamonti sfiora il bersaglio grosso al termine di una manovra avvolgente. Il brivido più freddo per Marassi lo regala Berardi, che sbatte contro l'eccellente reattività di Bijlow da distanza ravvicinata. Scampato il pericolo, la gara si infiamma. Dopo un avviso di Vitinha disinnescato in corner, è il talento ucraino Malinovskyi a sbloccare la contesa: il centrocampista arpiona la sfera al limite dell'area e lascia partire un mancino di rara potenza che lascia di sasso l'incolpevole Muric. Sulle ali dell'entusiasmo, l'undici genovese gioca sul velluto e sfiora il raddoppio in due occasioni con un ispiratissimo Baldanzi, fermato solo dai guantoni del portiere e dalla mira leggermente alta.
ROSSI FOLLI E IL PARI NERDIVERDE - Il clima agonistico degenera in modo surreale al rientro negli spogliatoi per l'intervallo. Nel tunnel si accende una furibonda e ingiustificabile rissa che vede come protagonisti assoluti Ellertsson e Berardi. Il direttore di gara punisce la follia sventolando il cartellino rosso a entrambi, costringendo le formazioni a disputare l'intera ripresa in dieci uomini. Il secondo tempo si apre con una doccia fredda per il pubblico rossoblù: Koné è il più lesto ad avventarsi su una respinta difettosa di Bijlow, nata da una conclusione insidiosa di Muharemovic, e insacca la rete del momentaneo pareggio che gela lo stadio.
L'INVENZIONE DECISIVA NEL FINALE - Con le squadre stanche e allungate, il match vive di fiammate repentine. De Rossi getta nella mischia Caleb Ekuban al posto di un opaco Colombo, ma il neo-entrato spreca malamente una colossale chance a tu per tu col portiere, incespicando prima del tiro e fallendo il successivo appoggio per Patrizio Masini. Poco dopo, la sassata di Laurienté dalla distanza fa tremare la traversa ligure. Quando il pareggio sembra scritto, il cinismo del Grifone emerge prepotentemente agli sgoccioli della gara. Sabelli si inventa un delizioso tocco di tacco per liberare l'estro di Junior Messias in area di rigore: l'asso brasiliano si esibisce in una travolgente serpentina e apparecchia un assist d'oro per lo stesso Ekuban, che questa volta non perdona e scaraventa il pallone del tripudio in fondo alla rete.
Un urlo liberatorio che sa di paradiso. Il Genoa respinge gli assalti disperati e mette le mani su un traguardo fondamentale, lasciando il Sassuolo a leccarsi le ferite in un finale di stagione da brividi.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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