Il fischio finale della tesissima sfida tra Atalanta e Juventus ha inevitabilmente lasciato in dote il consueto strascico di recriminazioni legate alle decisioni arbitrali. A passare sotto la lente d'ingrandimento è stata la prestazione di Fabio Maresca, giudicata tuttavia in maniera assolutamente positiva da un occhio clinico ed esperto come quello di Gianpaolo Calvarese, che ha promosso senza riserve la gestione dei novanta minuti vissuti sul prato della New Balance Arena.
UN AVVIO ALL'INSEGNA DELLA SCORREVOLEZZA - Il primo tempo, al netto di qualche banale contrattempo legato all'attrezzatura tecnologica di gara, è scivolato via senza particolari sussulti dal punto di vista disciplinare. Il fischietto ha infatti dovuto interrompere il gioco per sanzionare dei falli in sole quattro occasioni. Tra i rari contatti fisici all'interno dell'area di rigore, l'ex fischietto ha evidenziato come la spallata rifilata da Alessandro Bernasconi ai danni di Pierre Kalulu fosse decisamente troppo lieve per poter essere sanzionata con la massima punizione.
LA RIPRESA E LA GESTIONE DEI CARTELLINI - Le temperature agonistiche si sono vertiginosamente innalzate nel corso della seconda frazione di gioco. Maresca è stato abilissimo a mantenere una soglia tecnica elevata, disinnescando sul nascere il nervosismo emergente. Particolare rilievo ha assunto la gestione disciplinare attorno a Charles De Ketelaere: il fantasista belga, dopo essersi beccato un cartellino giallo per un eccesso di lamentele a seguito di un fallo fischiato a Davide Zappacosta per una spinta su Andrea Cambiaso, è diventato il bersaglio principale della retroguardia ospite. Le sue repentine accelerazioni hanno infatti costretto al fallo da ammonizione Khephren Thuram, lo stesso Cambiaso e Filip Kostic, a dimostrazione della costante pericolosità offensiva innescata dagli schemi di mister Raffaele Palladino.
IL BRACCIO DELLA DISCORDIA - L'episodio dirimente che ha tenuto col fiato sospeso l'intera piazza nerazzurra si è materializzato nel finale incandescente, quando Federico Gatti ha intercettato con un braccio il velenoso traversone scodellato da Giacomo Raspadori. Secondo la moviola – come analizzato in maniera dettagliata sulle pagine di Tuttosport – la decisione di lasciar proseguire l'azione è stata inappuntabile. Il difensore bianconero, infatti, partiva con l'arto in posizione totalmente congrua e naturale vicino al fianco; nel tentativo evidente di ritrarlo per nasconderlo dietro la schiena, il pallone è carambolato sul braccio. Una dinamica che, a termini di regolamento, risulta assolutamente non punibile. L'esperto ha poi rincarato la dose: qualora fosse stato concesso il penalty in prima battuta, la sala Var sarebbe certamente intervenuta per revocarlo senza indugi.
La disamina tecnica spegne dunque sul nascere ogni velleità di polemica, certificando l'ottima direzione arbitrale in una serata che purtroppo lascia alla Dea solo il rammarico per i preziosi punti lasciati sul campo.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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