La New Balance Arena è stata teatro di una battaglia non solo tattica e atletica, ma anche tremendamente nervosa, dove il fischietto dell'arbitro ha scandito i destini di Atalanta e Napoli. In un match vissuto costantemente sul filo del rasoio, la direzione di gara finisce inevitabilmente sotto la lente d'ingrandimento della critica, rendendosi protagonista di chiamate pesantissime che hanno fatto trattenere il fiato a entrambe le tifoserie. Se in alcune circostanze la tecnologia ha evitato di compromettere l'equilibrio del match con clamorosi abbagli, in altre ha lasciato in eredità una scia di polemiche e zone d'ombra destinate a far discutere a lungo i salotti televisivi.

IL RIGORE FANTASMA E L'OFFSIDE - Nel corso di una prima frazione vissuta a ritmi forsennati, la giacchetta nera ha dovuto sbrogliare due matasse particolarmente intricate, compiendo alla fine le scelte più sagge. Al ventiduesimo minuto, la rete illusoria trovata dal partenopeo Alisson Santos è stata giustamente invalidata per una netta e inequivocabile posizione di fuorigioco. Ben più complessa e teatrale la dinamica che ha infiammato i minuti di recupero prima dell'intervallo: un penalty inizialmente concesso per un presunto fallo ai danni di Rasmus Hojlund è stato sacrosantamente revocato dopo la provvidenziale revisione al monitor del Var. Le immagini hanno inequivocabilmente dimostrato come fosse proprio il centravanti azzurro a cercare maliziosamente e in modo innaturale il contatto con la gamba di Isak Hien. Una correzione ineccepibile che ha restituito serenità e giustizia alla retroguardia nerazzurra.

IL GIALLO DELLA RIPRESA - Se le prime chiamate hanno trovato totale conforto nella logica e nelle riprese televisive, lo stesso non si può affatto affermare per l'episodio più spinoso e divisivo dell'intero secondo tempo. A scatenare le ire furiose della panchina campana è stata infatti la segnatura annullata a Miguel Gutierrez. L'azione offensiva è stata strozzata in gola dal fischio del direttore di gara, pronto a sanzionare un presunto intervento falloso dello stesso Hojlund ai danni del marcatore svedese durante un ruvido corpo a corpo all'interno dell'area di rigore. Analizzando la sequenza, la decisione appare quantomeno forzata: la sensazione netta e diffusa è quella di una normalissima e lecita dinamica agonistica, in cui il difensore atalantino si lascia semplicemente e vistosamente cadere nel momento in cui si accorge di essere stato inesorabilmente superato nello slancio dal diretto avversario.

Alla fine dei novanta minuti, il referto arbitrale si trasforma nell'ennesimo capitolo di un romanzo sportivo intriso di interpretazioni contrastanti. Perché in sfide d'alta quota che valgono un'intera stagione, il confine tra una lettura provvidenziale e un eccesso di zelo è sottile come un filo d'erba, ma maledettamente sufficiente a stravolgere il verdetto del campo.

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Sezione: Serie A / Data: Lun 23 febbraio 2026 alle 08:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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