L'Atalanta continua a volare nei quartieri nobili della classifica e lo fa aggrappandosi alle geometrie e ai letali inserimenti del suo centrocampo. A marchiare a fuoco l'ennesima affermazione dal sapore d'Europa sono stati Mario Pasalic e Lazar Samardzic, due anime balcaniche profondamente diverse ma altrettanto incisive, capaci di regalare a Raffaele Palladino una vittoria dal peso specifico inestimabile nonostante la pesante emergenza nel reparto offensivo.

L'ETEROGENEITÀ AL POTERE - C'è un vento dell'Est - analizza stamane L'Eco di Bergamo - che soffia prepotentemente sulle ambizioni della compagine bergamasca, tratteggiando i contorni di un miracolo sportivo in costante evoluzione. Da una parte la saggezza tattica del veterano croato, un leader tanto silenzioso quanto incredibilmente concreto; dall'altra l'imprevedibilità del fantasista serbo, un talento cristallino capace di spaccare le partite subentrando dalla panchina. In un momento storico in cui l'infermeria ha privato la rosa di attaccanti puri, l'undici orobico ha dimostrato di possedere la rara virtù di saper pescare i jolly vincenti dalle retrovie, confermando la bontà del progetto tecnico inaugurato in quel lontano novembre.

IL TRAGUARDO DEL VETERANO - La rete siglata non è un semplice acuto statistico, ma la sublimazione di una carriera straordinaria. Con quest'ultima incornata, Mario Pasalic ha toccato l'incredibile cifra tonda di cinquanta marcature nel massimo campionato italiano con la casacca nerazzurra, collezionate in duecentocinquantuno gettoni di presenza. Un bottino spaventoso per un incursore di centrocampo, che in questa stagione ha messo la firma su momenti cruciali: dall'illusorio vantaggio di Parma alla rete decisiva in Champions contro il Bruges, passando per l'emozionante sigillo contro il Torino dopo un grave lutto familiare, fino ai centri in Coppa Italia. Sei squilli totali che ne certificano l'assoluta imprescindibilità.

L'ARMA LETALE A GARA IN CORSO - Sull'altro versante della trequarti, Lazar Samardzic continua a scrivere una personalissima e indecifrabile trama. Il talento è abbacinante, sebbene la continuità dal primo minuto fatichi ancora a emergere con costanza, al netto degli squilli di inizio torneo contro Torino e Como. La sua vera e letale dimensione, tuttavia, si materializza quando le squadre avversarie iniziano ad allungarsi: entrando dalla panchina, il ragazzo si trasforma in un cecchino implacabile. Lo sanno bene i difensori del Bruges e del Marsiglia, trafitti in campo internazionale, e lo conferma il quarto sigillo stagionale arrivato puntuale per chiudere l'ultima contesa domenicale.

Entrambi hanno letteralmente e metaforicamente usato la testa per abbattere le resistenze avversarie, trasformando due perfetti stacchi aerei nel passaporto per l'alta classifica. Una strana coppia di goleador che spinge la Dea verso orizzonti inesplorati, dimostrando che la forza del gruppo può superare qualsiasi ostacolo.

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Sezione: Primo Piano / Data: Lun 23 febbraio 2026 alle 08:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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